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Affitto case vacanze: la Regione Lombardia regolamenta il business

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La nuova Legge regionale 1 ottobre 2015 n.2015 n.27 (link) interviene a regolamentare, tra le altre, anche l’affitto della proria casa ai turisti, il cosiddetto affitto di case vacanze

Negli ultimi anni si è largamente diffusa la consuetudine di affittare parte della propria casa, per periodi più o meno brevi ai turisti. Chi ne è in possesso, spesso affitta per brevi periodi anche la propria seconda casa, quella che fino a qualche anno fa era cosniderata la casa esitiva, di villeggiatura e che oggi invece rappresenta un utilissimo strumento per “arrotondare lo stipendio”.

Se fino ad oggi la normativa era alquanto incerta sugli strumenti a disposizione dei proprietari di casa per gestire gli affitti in modo regolare, oggi la Regione Lombardia si è proposta di normare queste attività che non sono più meramente residuali ma si stanno imponendo sul mercato locale come il business del momento.

La legge regionale definisce “case e appartamenti per le vacanze, le strutture ricettive gestite in modo unitario e organizzate per fornire alloggio ed eventualmente servizi complementari, in unità abitative, o parti di esse, con destinazione residenziale, composte da uno o più locali arredati e dotati di servizi igienici e di cucina e collocate in un unico complesso o in più complessi immobiliari.”

La vera novità risiede nella possibilità di gestire le case vacanze in forma imprenditoriale ovvero in forma non imprenditoriale (nella maggior parte dei casi) da coloro che hanno la disponibilità fino ad un massimo di tre unità abitative e svolgono l’attività in modo occasionale.

Gli immobili adibiti a case vacanze quindi non devono essere completamente locati, ma una parte può rimanere a disposizione del proprietario; in secondo luogo la distinzione tra gestione imprenditoriale e non, permette di locare fino a tre unità, senza che la gestione sia considerata imprnditoriale.

Per quanto riguarda poi la tipologia di comunicazioni da effettuare, solamente le locazioni di tipo imprenditoriale saranno accompagnate da SCIA, mentre per tutte le altre attività non imprenditoriali sarà necessario inviare solamente una lettera di dichiarazione al Comune.
Ad oggi purtroppo non esiste ancora uno standard di dichiarazione, pertanto è rimessa ai singoli la tipologia e le informazioni da inserire nell’autodichiarazione. le informazioni che, secondo buon senso dovrebbero essere inserite sono: le informazioni catastali sull’immobile, i dati personali del proprietario ed i riferimenti della legge regionale appena approvata.

Si ritiene infine che su tali locazioni sia possibile applicare la cedolare secca, ed inoltre si ricorda che i contratti di affitto inferiori a 30 giorni non necessitano di essere registrati presso l’Agenzia delle Entrate.