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Allarme CNA: “Salasso fiscale di fine anno”

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Credits: CNA

Per il fisco delle imprese, e dei professionisti, dicembre è ancora una volta il mese più brutto. Ormai da moltissimi anni tra acconti delle imposte sui redditi, acconti Iva, Tasi e Imu sugli immobili strumentali, ritenute e contributi propri e dei dipendenti, viene fuori un salasso che, in molti casi, lascia stremate le imprese“. Parola di Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), che sottolinea l’incredibile sequenza di tasse che gravano sulle spalle dei contribuenti in questo periodo.

Secondo la CNA, nel giro di un mese lo Stato incasserà circa 61 miliardi, praticamente due miliardi al giorno. “Si tratta di 12.240 euro medi che pesano su ogni impresa e su ogni professionista. La difficoltà di far fronte a questa concentrazione di versamenti spesso genera ritardi che innescano le inevitabili sanzioni. Occorre, seriamente e velocemente, mettere un freno a questa valanga, che genera ogni fine anno gravi tensioni finanziarie e danni economici rilevanti alle imprese e ai professionisti“.
Il Presidente Nazionale della CNA, Daniele Vaccarino, rincara la dose e propone anche una parziale soluzione: “Se è vero che l’emergenza è finita, come il Governo assicura quotidianamente, e alcuni indicatori economici, sia pure flebilmente, confermano, la CNA ritiene indispensabile che l’Imu sugli immobili strumentali sia totalmente deducibile. È una misura odiosa perché colpisce beni che in sé non danno reddito, ma sono indispensabili a produrlo. E, cosa forse più grave ancora, è una misura controproducente. Rappresenta un ostacolo agli investimenti e alla creazione di occupazione. Ed è per rimuoverlo che la CNA chiede al Governo che dia un segnale forte contro questo ostacolo allo sviluppo, concentrando sulla partita le risorse disponibili nell’attuale fase di discussione della Legge di Stabilità ed evitando la dispersione tra tanti micro-interventi di impatto irrilevante sull’economia“.

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Secondo la CNA, quindi, rendere totalmente deducibile l’Imu sugli immobili strumentali costituirebbe un’autentica boccata di ossigeno per le imprese, un volano per lo sviluppo, un intervento per rendere meno iniqua la tassazione tra una provincia e l’altra. Uno studio curato dal Centro Studi e dal Dipartimento Politiche Fiscali, d’altronde, spiega che se l’anno prossimo fosse consentita la deducibilità totale dell’Imu sugli immobili strumentali, il total tax rate sulle piccole imprese passerebbe in un sol colpo dal 62 al 58,2%.