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Amianto killer, in Europa 15mila morti all’anno

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I dati recentemente diffusi dall’OMS (l’Organizzazione Mondiale della Sanità) sono impressionanti: solo nel continente europeo, ogni anno, circa 15mila persone perdono la vita a causa di patologie amianto correlate. Il rapporto dell’OMS è ancora più inquietante se consideriamo che la metà di tutti i decessi per cancro sviluppato sul posto di lavoro è causata da questo subdolo killer. Ricordiamo che le polveri contenenti fibre d’amianto, respirate, possono causare gravissime patologie come asbestosi, tumori della pleura e carcinoma polmonare.

In Italia l’estrazione, l’importazione, l’esportazione, la commercializzazione, la produzione e la lavorazione dell’amianto sono vietate dal 1992. La legge n. 257 del 1992, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all’estrazione e la lavorazione dell’asbesto (amianto), è stata la prima ad occuparsi anche dei lavoratori esposti a questo rischio. Tuttavia, nonostante siano trascorsi 23 anni dall’intervento del legislatore, l’esposizione della popolazione persiste a causa dell’uso che se ne è fatto in passato e della sua permanenza nell’ambiente che richiede urgenti e adeguate procedure di smaltimento. Basta dare un’occhiata alla recente rassegna stampa per accorgersi di quanto siano attuali i rischi dell’amianto: se ne parla persino, per fare l’ultimo esempio in ordine cronologico, a proposito dell’incendio al Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino, con la preoccupante ipotesi che i malesseri di alcuni dipendenti possano essere stati provocati dalle polveri di amianto rilasciate dall’edificio coinvolto nel rogo.

Tornando alle drammatiche statistiche dell’OMS, nonostante si conoscano perfettamente i pericoli dell’amianto (pensate che nel Regno Unito la natura cancerogena è nota dal 1930, in Germania dal 1943!) ci sono 16 nazioni in Europa che incredibilmente lo utilizzano ancora e che, in alcuni casi, continuano addirittura a produrlo e a esportarlo. Nel dettaglio, si tratta di Albania, Andorra, Armenia, Azerbaijan, Bielorussia, Bosnia Herzegovina, Georgia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Monaco, Moldavia, Federazione Russa, Tajikistan, Turkmenistan, Ucraina e Uzbekistan. Una situazione a dir poco insostenibile, che necessita interventi immediati e risolutivi per porre fine a questo doloroso stillicidio.

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Non possiamo permetterci di perdere quasi 15mila vite ogni anno, in particolare lavoratori, per malattie causate dall’esposizione all’amianto. Ognuna di queste morti è evitabile“, ha detto Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l’Europa dell’OMS. Di qui l’esortazione rivolta a tutti i Paesi di “adempiere all’impegno assunto nel 2010 di sviluppare immediatamente politiche ad hoc per eliminare le malattie legate all’amianto dal volto dell’Europa. Resta poco tempo per farlo“.