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Bonus mobili per giovani coppie: come funziona – Legge di Stabilità 2016

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Come vi avevamo anticipato ad ottobre in un nostro articolo (clicca sul link per leggerlo) la Legge di Stabilità 2016 ha ampliato il palcoscenico a cui è rivolto il bonus mobili già presente nella manovra finanziaria dell’anno precedente.

Il comma 75 della Legge di Stabilità 2016 (clicca sul link per leggere il testo completo) ha infatti disposto che il bonus mobili può spettare anche alle giovani coppie. Per giovani coppie si intendono le coppie: “costituenti un nucleo familiare composto da coniugi o da conviventi more uxorio che abbiano costituito nucleo da almeno tre anni, in cui almeno uno dei due componenti non abbia superato i trentacinque anni di età”. Per verificare, in caso di convivenza e non di matrimonio, da quanto tempo la coppia vive sotto lo stesso tetto si prenderanno in considerazione le risultanze derivanti dall’anagrafe e quindi da quando i due conviventi hanno la residenza nell’immobile.

Queste coppie posso usufruire del bonus mobili se in possesso di un’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale anche senza che vi siano interventi di ristrutturazione in essere (al contrario quindi del bonus mobili abbinabile alle ristrutturazioni edilizie).

La detrazione spetta nella misura del 50% delle spese sostenute nel periodo compreso dal 1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016 da calcolare su un importo massimo di spesa di euro 16 mila. La detrazione va ripartita, tra gli aventi diritto, in dieci quote annuali di pari importo, e non è cumulabile con le detrazioni spettanti in presenza di interventi di recupero del patrimonio edilizio di cui all’articolo 16-bis del testo unico delle imposte sui redditi.

Le spese sostenute devono essere documentate da fatture ed pagate tramite bonifico bancario parlante o carta di credito (non è scritto nel comma ma in attesa di ulteriori chiarimenti, supponiamo si segua lo stesso procedimento per le ristrutturazioni edilizie). Le spese oggetto di agevolazione sono gli arredi in genere e si presuppone anche gli elettrodomestici di classe A+, i forni di classe A.

Si attendono comunque ulteriori chiarimenti da parte dell’Agenzia delle Entrate soprattutto per spiegare gli arredi oggetto dell’agevolazione, gli elettrodomestici e gli strumenti di pagamento.