Home Economia Burger King sbarca in Italia e sfida McDonald’s

Burger King sbarca in Italia e sfida McDonald’s

1877
1
SHARE

Dopo anni di crescita moderata, grazie anche all’appoggio finanziario della società Bksee (Burger King south europe east) la seconda catena americana del fast food punta ai paesi come Italia, Polonia, Romania e Grecia per affermarsi decisamente nel mercato europeo, dominato da anni dalla catena dei fast food McDonald’s

Dopo l’apertura del primo ristorante a conduzione diretta nel pavese si è delineata finalmente la strategia commerciale utilizzata per affrontare l’egemonia dei fast food McDonald’s. I prodotti Burger King sono per l’80% provenienti dalla filiera italiana: per esempio la carne e il bacon sono forniti da Cremonini, i panini, la frutta e la verdura proviene dai mercati locali, mentre i dolci da Perugina.

Secondo uno studio della società americana Ndp group si sta assistendo ad un calo dei consumi nei fast food che nel triennio ha raggiunto la soglia del 3%, pertanto la riorganizzazione dei colossi della ristorazione nel panorama internazionale è in atto mediante la penetrazione decisa in altri mercati quali Europa e Asia. McDonald punta ad aumentare apre la presenza in Italia da 512 a 800 punti vendita, la statunitense Kentuchy fried Chicken ha appena aperto 2 punti vendita a Roma e Torino ed è in procinto di inaugurare quello di Milano, mentre le catene italiana Roadhouse grill e Old Wild West aprono nuovi negozi al ritmo di 15-20 all’anno.

In Italia il fatturato dei 127 ristoranti Burger King è di 1,5 milioni di euro ciascuno e l’impiego di circa 2.500 addetti. Come affermato dal General Manager di Bk Italia Jaquin Salvo Puebla, la strategia di sviluppo sarà aggressiva e punterà sulla italianizzazione dei menù puntando sulla carne alla griglia e sulla preparazione dei cibi in tempo reale; al centro-Nord si punterà alla gestione diretta dei punti vendita mentre al sud si punterà alla affiliazione. Le prossime aperture programmate dei Burger King sono a Cologno Monzese e Segrate, da confermare Trento, Ferrara e Rho. In totale si prevede l’apertura di 373 punti vendita con un totale di 5 Mila nuove assunzioni, per non parlare dei vantaggi legati dall’approvigionamento delle materie prime dall’indotto costituito dalle aziende locali.