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Consulenti del Lavoro-Inps, è guerra fredda

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consulenti del lavoro
30/05/2013 Trento, Italia Festival dell'Economia, TrentoNella foto Tito Boeri

Non accenna a placarsi la rovente polemica tra Consulenti del Lavoro ed Inps, divampata dopo le discutibili dichiarazioni di Tito Boeri (articolo) e proseguita senza esclusione di colpi a suon di comunicati, interviste e precisazioni. Dopo la piccata replica di Marina Calderone, presidente dei Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, ci si aspettava una parziale marcia indietro da parte di Boeri che, però, non c’è stata. Il numero uno della previdenza sociale ha invece ribadito il suo pensiero, sostenendo che “le imprese non devono più necessariamente dover ricorrere a degli intermediari, a dei consulenti del lavoro e consulenti fiscali ma devono interagire direttamente con noi, in modo da ridurre i costi per le imprese“.

I Consulenti del Lavoro, però, si sentono comprensibilmente feriti nell’orgoglio e nella professionalità e continuano a ribattere colpo su colpo. La Fondazione Studi, dopo le affermazioni di Boeri, ha pubblicato i risultati di un sondaggio interno alla categoria su un campione di circa 2000 iscritti che, quotidianamente, utilizzano il portale www.inps.it per le necessarie operazioni di intermediazione tra le aziende e l’Istituto. I numeri fotografano una realtà ben lontana da quella moderna ed efficiente che si vuole far credere: in merito alla connessione al sito Inps e alle relative procedure di accesso, ad esempio, solo per l’8% del campione l’accesso risulta agevole. Per la quasi totalità degli intervistati (92%) le difficoltà maggiori si hanno o perché il sito risulta spesso fuori servizio (nel 35% dei casi) oppure perché una volta connessi il trasferimento ai servizi richiesti non avviene con successo (nel 67% dei casi). Ma non è tutto: il cassetto bidirezionale (che permette ad aziende e consulenti di dialogare direttamente con l’Inps) non risulta aggiornato per oltre il 90% dei consulenti, le anomalie non vengono corrette in tempi rapidi e, pensate un po’, 9 professionisti su 10 ricevono periodicamente note di rettifica per questioni già risolte. La lunga lista dei disagi continua con la procedura telematica dell’avvio dei rapporti di lavoro tramite voucher (funziona solo in un caso su 4), l’invio degli Uniemens (le denunce previdenziali mensili) e le istanze di sgravio e annullamento delle cartelle, così lente da consentire ad Equitalia da far partire le azioni esecutive in un caso su 3. L’unico rapporto che sembra funzionare è quello fra Inps e pensionati che, per il 78% dei consulenti del lavoro, non riscontra problemi.

Sulle pagine del Sole 24 Ore in edicola oggi, Marina Calderone è tornata ancora sulle parole di Tito Boeri, pur senza nominarlo direttamente: “Taluni sono affascinati dalla cosiddetta disintermediazione e teorizzano un rapporto diretto tra lo Stato e il cittadino, sia esso un’impresa o un lavoratore. Ma è veramente possibile e, soprattutto, utile al benessere della collettività, sostenere ciò? Dal nostro punto di vista, non è né possibile né utile. Ultimamente, qualcuno ipotizza di superare la sussidiarietà per favorire un nuovo accentramento dei rapporti. Salvo dimenticarsi, o non sapere, che non è l’output finale di un processo quello che fa disintermediare“. La Calderone rivendica con forza il ruolo dei Consulenti del Lavoro: “Ogni giorno dell’anno la categoria è il principale fruitore dei servizi telematici dell’istituto che, negli anni, ha utilizzato le competenze dei consulenti del lavoro per aggiornare i propri sistemi informativi e per sperimentare le innovazioni tecnologiche della sua piattaforma digitale. Quindi, cosa si vuole eliminare dell’opera del professionista?

La guerra fredda tra Inps e Consulenti del Lavoro, ne siamo certi, proseguirà anche nelle prossime settimane. Il Politecnico di Milano, intanto, ha giudicato i consulenti del lavoro come i professionisti maggiormente informatizzati e più inclini alla digitalizzazione. Chissà cosa ne pensa Tito Boeri…