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Consulenti del Lavoro, feroce polemica con l’Inps

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consulenti del lavoro
Marina Calderone

Il principale ostacolo alla digitalizzazione dell’INPS sono gli intermediari, in particolare i consulenti del lavoro, che costituiscono un costo per le aziende“. Queste le parole pronunciate sabato scorso da Tito Boeri, presidente dell’INPS, durante un convegno a Treviso. Affermazioni gravi che, com’era facilmente prevedibile, hanno scatenato la durissima reazione dei Consulenti del Lavoro, letteralmente insorti contro il massimo dirigente dell’INPS. La replica a muso duro di Marina Calderone, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, non si è fatta attendere.

In un’appassionata lettera indirizzata a Tito Boeri, la numero uno della categoria difende con orgoglio i 28.000 Consulenti del Lavoro italiani e la dignità della professione: “Qualora le parole riportateci fossero realmente la fedele trasposizione del Suo pensiero, allora dimostrerebbero che la Sua conoscenza delle dinamiche interne dell’Istituto che presiede non sono ancora così approfondite da consentirLe di apprezzare il grande contributo che nel tempo la mia Categoria ha fornito lealmente e generosamente al processo di digitalizzazione dell’Istituto. Processo di digitalizzazione che, mi permetta la presunzione, non sarebbe giunto a questo punto se non vi avessero collaborato i Consulenti del Lavoro. Alle decine di Colleghi che sinora mi hanno segnalato l’accaduto ho rappresentato il mio stupore per affermazioni che contrastano apertamente con quelle da me udite personalmente nei recenti incontri in cui Lei invece mi ha sempre esternato la Sua considerazione per l’indispensabile apporto dei Consulenti del Lavoro alla gestione del sistema previdenziale italiano. Apporto che non è solo un mero esercizio di cortesia istituzionale ma è fatto dal quotidiano impegno di tutti i miei valenti Colleghi che, sempre più spesso negli anni, hanno dovuto sopportare le disfunzioni dei servizi informativi dell’Istituto. Non vorrei che Le sfuggisse che, grazie al nostro lavoro, l’Inps aggiorna mensilmente gli archivi di circa 1.300.000 aziende e di circa 7.000.000 di lavoratori; il tutto senza alcuno sforzo né impegno di risorse da parte dell’Istituto“.

Ma non finisce qui, perchè Marina Calderone si toglie altri sassolini dalla scarpa e contrattacca: “Non vorrei che Le sfuggisse, tra l’altro, che l’indispensabile ruolo dei Consulenti del Lavoro risiede nell’opera certosina di riallineamento dei Vostri archivi, troppo spesso inficiati da percorsi di riorganizzazione dei flussi informatici che non vanno a buon fine o non danno i risultati attesi. Come sta avvenendo in queste ore per le difformità Uniemens con i nostri studi che non ricevono risposte dalle sedi, nonostante si tratti in buona parte di posizioni regolari. E, beffa finale ma non inusuale, con il sito dell’Istituto bloccato da giorni proprio in quella sezione. Dopo avere letto la lettera-denuncia dei Colleghi presenti a Treviso e aver compreso l’amarezza di chi si è visto dipingere pubblicamente come un onere ingiustificato per le imprese, mi chiedo e Le chiedo su quali presupposti dovremmo proseguire nelle continue richieste di collaborazione che ci provengono dall’Istituto. Prendo atto con amarezza che tali presupposti sembrano non esserci più e pertanto, da questo momento, ci asterremo dal prendere parte ad incontri operativi con i dirigenti e i funzionari dell’Istituto e segnaleremo nelle sedi più idonee i malfunzionamenti e i disservizi che dovessero scaturire dalle Vostre procedure. Sono certa che potrà e vorrà fornirci il Suo punto di vista sull’accaduto. In attesa di leggerLa, Le preannuncio che questo Consiglio Nazionale intraprenderà tutte le iniziative atte a tutelare la funzione sociale e professionale svolta dai Consulenti del Lavoro a favore dei cittadini italiani“.

Insomma, una presa di posizione forte ed autorevole da parte dei Consulenti del Lavoro che, evidentemente, hanno interpretato come un affronto le parole pronunciate dal presidente dell’Inps Tito Boeri. La frattura tra le parti non sembra facilmente sanabile e la controreplica di Boeri, ne siamo certi, non si farà attendere.