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Crowdfunding, un fenomeno in piena crescita

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Il crowdfunding, o finanziamento collettivo in italiano, è una pratica di microfinanziamento che consiste in una collaborazione tra più persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone e/o organizzazioni. Si può riferire a iniziative sociali e culturali di qualsiasi genere, dall’aiuto in occasione di tragedie umanitarie al sostegno all’arte e ai beni culturali, fino all’imprenditoria innovativa e alla ricerca scientifica, abbattendo le barriere dell’investimento finanziario tradizionale.

In Italia esiste già da una decina di anni con la nascita nel 2005 della prima piattaforma Produzioni dal basso, aperta a tutti e dove chiunque può caricare il proprio progetto o la propria idea per trovare finanziamenti nella rete e tra le persone.
Ad oggi le piattaforme digitali in Italia sono 82: oltre a Produzioni dal basso si possono citare anche Ginger, Music Reaser, e Rete del dono tra le principali.

Il giro d’affari generato dalle piattaforme di crowdfunding è ormai in forte crescita: con i suoi 56,8 milioni di euro dall’inizio del 2015, ha registrato un +85% rispetto ai 30,6 milioni di euro del 2014. Un ulteriore indice di maturità del mercato, è dato dall’iscrizione delle piattaforme al registro delle imprese, tra le quali il 52,5% è costituito sotto forma di Srl, mentre le start up innovative sono il 17,5%.

“Crescono i volumi raccolti anche se siamo ancora lontani dai Paesi leader. E nel contesto di questa crescita si conferma la natura sociale e civica del crowdfunding italiano”, dice Ivana Pais docente di sociologica economica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che ha coordinato la ricerca “Il crowdfunding in Italia. Report 2015: statistiche, piattaforme e trend”, realizzata in collaborazione con Tim e Starteed .
“Si può cominciare a parlare – dice in un’intervista all’ANSA la Pais – di Crowd Economy perché questo fenomeno sta trovando una diffusione sempre più ampia e con declinazioni abbastanza tipiche italiane. Mentre ad esempio all’estero si dona attraverso carte elettroniche e paypal, in Italia si utilizzano molto ancora i bonifici. Inoltre parallelamente alla contribuzione tramite piattaforme digitali da noi funziona ancora molto l’evento che ha una visibilità fisica magari con la raccolta in strada”.

Le forme di crowdfunding sono diverse: la principale delle quali è la donazione pura (equity) ossia il finanziamento di una quota di una startup (disciplinato dalla Consob). Altre forme di crowdfunding solo la raccolta con ricompensa (reward), con la quale si partecipa al finanziamento di un qualcosa che una volta realizzato dà diritto ad una ricompensa fisica, una maglietta, un attestato, o un disco, la donazione pura, e il prestito tra pari, con cui si mettono nella piattaforma soldi che vengono suddivisi per tanti progetti e in cambio si ricavano degli interessi.

Nonostante l’incremento dell’offerta, la domanda ha ancora molti margini di crescita. Nelle piattaforme di crowdfunding, il 49% ha un numero di donatori inferiore a 500, e il 9% supera i 50 mila. Il sistema è gli inizi, e il 65% delle piattaforme di crowdfunding dichiara di aver utilizzato prevalentemente risparmi personali per lanciare il servizio. Sono ancora minime le percentuali riservate a forme di investimento più strutturate.
All’estero, invece, ”Kickstarter e Indiegogo sono dei colossi con numeri lontanissimi dai nostri – Kickstarter, ha tagliato il traguardo dei 2 miliardi di dollari investiti da 9 milioni e mezzo di persone in tutto il mondo appena pochi giorni fa – nonostante in Italia siamo stati i primi a crederci”, conclude la Pais.

Crowdfunding 5 per mille