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Dimissioni online, i Consulenti del Lavoro scrivono al Ministro

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dimissioni online
Marina Calderone

Vi abbiamo già parlato (leggi articolo) della nuova procedura per le dimissioni online del lavoratore, in vigore dal prossimo 12 marzo per cercare di contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco. Novità che preoccupa non poco i consulenti del lavoro, soprattutto per quanto rischia di gravare sui bilanci dello Stato e dei datori di lavoro. Dopo le proposte di modifica al Jobs Act presentate dalla Categoria nelle audizioni del 3 luglio al Senato e dell’8 luglio alla Camera dei Deputati, la richiesta di abrogazione della procedura inviata a gennaio e l’indagine della Fondazione Studi sugli effetti dell’applicazione del provvedimento, oggi il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro ha inviato una lettera al Ministro del Lavoro Giuliano Poletti per chiedere di riconsiderare la portata della norma delle dimissioni online, attenuandone gli effetti soprattutto in caso di abbandono del posto di lavoro.

Nella missiva, Marina Calderone sottolinea che il grave fenomeno delle dimissioni in bianco, presupposto da cui scaturisce la nuova disciplina, è da sempre condannato con forza dai Consulenti del Lavoro e totalmente estraneo all’operato della categoria. Fatta questa doverosa premessa, la norma sulle dimissioni online presenta alcuni profili di elevata criticità, tra cui la mancanza di azioni specifiche per le ipotesi di abbandono del posto di lavoro senza formalizzazione delle dimissioni, fenomeno molto ricorrente e stimato in circa 70mila casi l’anno. Senza dimenticare il riconoscimento dell’indennità di disoccupazione (Naspi) a favore di questi soggetti. Ma l’aspetto più preoccupante è senza dubbio quello dei costi: l’aumento stimato per le aziende è di circa 105 milioni di euro.

La presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, in un’intervista alla web tv dei Consulenti del Lavoro (link), ha chiesto anche “che venga applicato un correttivo per dare al datore di lavoro la possibilità di fare una comunicazione al lavoratore, via Pec o raccomandata, e in assenza di risposta, dopo 7 giorni dall’avviso, di poterlo considerare dimesso e non dover effettuare una procedura di licenziamento“. A questo punto non resta che attendere la replica del Ministero del Lavoro, che ha una settimana di tempo per intervenire prima che la procedura delle dimissioni online diventi operativa.