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Fondi Ue anche per i professionisti – Legge di Stabilità 2016

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La Legge di Stabilità 2016, nel comma 821 (clicca qui per il testo completo) ha stabilito che saranno destinati i Fondi Strutturali Europei, stanziati fino al 2020, anche ai professionisti. La decisione del governo viene presa dopo la raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/CE e il regolamento Ue 1303/2013 in cui i professionisti vengono equiparati alle PMI.

Secondo l’Unione Europea infatti “qualsiasi entità che esercita un’attività economica, a prescindere dallo status giuridico di detta entità e dalle sue modalità di finanziamento”. Da qui, poiché non viene considerata la natura giuridica ma il tipo di attività economica, deriva l’inclusione anche dei professionisti. La previsione inserita nella Legge di stabilità 2016, permette così all’Italia di mettersi al riparo da eventuali sanzioni collegate al mancato recepimento delle norme comunitarie sopra citate e dare soprattutto una certa uniformità ai bandi regionali che solo in alcuni casi sporadici prevedevano l’accesso ai fondi per i professionisti creando spesso polemiche e critche.

Il Presidente di Confprofessioni Gaetano Stella commentando positivamente la notizia a dicembre, come riportato sul sito di Confprofessioni ha dichiarato: “Un risultato straordinario che finalmente proietta i liberi professionisti italiani su una dimensione europea”, continuando sul risultato ottenuto: “Ma la battaglia più dura l’abbiamo sostenuta con le istituzioni politiche italiane per affermare il principio sacrosanto, sancito da una Raccomandazione della Commissione europea e da un Regolamento Ue, che anche i liberi professionisti italiani, svolgono un’attività economica al pari delle piccole e medie imprese e, pertanto, hanno il diritto di accedere ai piani operativi Por e Pon del Fondo sociale europeo e del Fondo europeo di sviluppo regionale della programmazione 2014/2020”.

I fondi interessati sono quindi i piani operativi POR e PON dei fondi FSE e FESR, rientranti nella programmazione dei fondi strutturali europei dal 2014 al 2020. Le risorse comunitarie destinate a questi fondi e riservate all’Italia ammontano complessivamente a 31,1 milioni di euro suddivisi in 20,6 FESR e più di 10,5 FSE. A livello regionale sono a loro volta suddivisi in questo modo:
– 22,2 miliardi alle regioni meno sviluppate (PIL <75% della media UE-28) quali Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia; - oltre 7,5 miliardi alle regioni più sviluppate (PIL> 90% della media UE-28) Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, P.A. Bolzano, P.A. Trento, Piemonte, Toscana, Umbria, Valle d’Aosta, Veneto;
– 1,35 miliardi alle regioni in transizione: Abruzzo, Molise e Sardegna(PIL dal 75% al 90% di media UE-28).

A tali importi si aggiungono inoltre poco più di 16 miliardi di euro di cofinanziamento nazionale e circa 4,4 miliardi di euro di risorse regionali.

L’obiettivo del FESR è investire nella crescita attraverso la creazione e il mantenimento di posti di lavoro stabili. Si tratta di finanziamenti riguardanti gli investimenti in grado di creare posti di lavoro durevoli, investimenti nelle infrastrutture, misure di sostegno allo sviluppo regionale e locale, compresa l’assistenza e i servizi alle imprese, in particolare per quanto riguarda le piccole e medie imprese (PMI) e l’assistenza tecnica.

Il FSE invece, è finalizzato a promuovere e migliorare l’occupazione attraverso strumenti quali: occupazione e mobilità dei lavoratori, istruzione, competenze e apprendimento permanente, inclusione sociale, pubblica amministrazione.

Come detto i fondi appena descritti sono poi elaborati in programmi operativi PON e POR che possono avere natura regionale o nazionale.
I Programmi Operativi Regionali FESR e FSE sono stabiliti in tutte le Regioni e Provincie autonome e sono tutti monotono con le uniche eccezioni in Molise, Calabria e Puglia che hanno deciso contrariamente di adottare un programma plurifondo sono.
Complessivamente la risorse FESR assegnate ai Programmi regionali superano di poco i 15 miliari di euro, mentre ai programmi operativi regionali (POR) del FSE confluiscono oltre 6 miliari di euro.

I Programmi Nazionali FESR e FSE sono 11 e di questi 6 riguardano tutte le Regioni e rispettivamente sono:
– PON “Sistemi di politiche attive per l’occupazione” (FSE, monofondo);
– PON “Per la Scuola, competenze e ambienti per l’apprendimento” (FSE e FESR, plurifondo);
– PON “Città Metropolitane” (FESR e FSE, plurifondo);
– PON “Governance e Capacità Istituzionale” (FESR e FSE, plurifondo);
– PON “Iniziativa Occupazione Giovani” (FSE, monofondo).
2 invece sono i Programmi Nazionali che coinvolgono soltanto le Regioni in transizione e meno sviluppate, e sono:
– PON “Imprese e Competitività” (FESR, monofondo)
– PON “Ricerca e innovazione” (FESR e FSE, plurifondo).
Infine, sono 3 i Programmi Nazionali riservati alle sole Regioni con un minor sviluppo e rispettivamente:
– PON “Cultura” (FESR, monofondo);
– PON “Infrastrutture e reti” (FESR, monofondo);
– PON “Legalità” (FESR e FSE, plurifondo).

Ecco i link al sito dell’Unione Europea relativo a FSE e FESR.