Home Economia Gender gap, le donne lavorano 59 giorni all’anno gratis

Gender gap, le donne lavorano 59 giorni all’anno gratis

435
0
SHARE

Dal 2 novembre e per circa due mesi le lavoratrici europee smetteranno di essere pagate, mentre gli uomini continueranno a ricevere stipendi fino al 31 dicembre. È con questo esempio che possiamo rappresentare la differenza di trattamento economico tra maschi e femmine (gender gap) studiato della Unione Europea che il 2 novembre ha deciso di celebrare “l’equal pay day”.
Per l’Italia il ‘gap’ di salario (7,3%) è molto più basso della media europea che si attesta intorno al 16,3%. La differenza di stipendio, oltre ad essere profondamente ingiusta, ha il suo impatto sul trattamento pensionistico con le donne che percepiscono il 39% in meno degli uomini.
Nel suo studio la Ue rappresenta che le donne guadagnano 84 centesimi per ogni euro incassato dagli uomini, con una differenza crescente con l’età: in Finlandia, si passa dal 6,3% per le under 25 a oltre il 25% per le over 64. Viene sfatata la relazione tra il lavoro part-time ed il livello retributivo perché la differenza è calcolata sulla paga oraria e non su quella totale. Il dato sconfortante è che le donne hanno meno possibilità di fare carriera, infatti tra tutti gli amministratori delegati, meno del 3% è donna. La loro carriera, per via delle incombenze legate alla cura della famiglia o in caso di gravidanze, è intermittente e ció si riflette anche sul trattamento pensionistico maturato a fine carriera lavorativa. Le competenze femminili vengono spesso sminuite perché sono viste come «tipiche» delle donne e non come indice di professionalità: un’infermiera guadagna in genere meno di un paramedico, pur vantando qualifiche analoghe. Preconcetti di questo tipo alimentano discriminazioni salariali e condizionano la valutazione del lavoro femminile. Per quanto si siano ridotte globalmente negli ultimi dieci anni, le asimmetrie salariali tra donne e uomini vanno accentuandosi in alcuni paesi (Ungheria, Portogallo) e persistono nonostante le donne siano più brave degli uomini negli studi: in media nel 2012 l’83 % delle donne aveva ottenuto almeno un diploma di istruzione secondaria superiore nell’UE, contro il 77,6 % degli uomini, e le donne rappresentano 60 % 3 dei laureati.
Una maggiore uguaglianza tra donne e uomini inciderebbe positivamente sull’insieme dell’economia e della società. Colmare il divario retributivo tra i sessi vuol dire ridurre il livello di povertà e dare alle donne la possibilità di guadagnare meglio lungo l’intero arco di vita, evitando non solo il rischio di povertà durante la vita lavorativa, ma anche il pericolo di cadere in povertà al momento della pensione.

Vedi anche  Volotea: voli sospesi per la Grecia

Link allo studio Ue