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George Clooney via, che danno per il lago di Como

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george clooney

Tormentone estivo per vendere qualche copia in più o indiscrezione reale? Pare che questa volta sia tutto vero: George Clooney, il popolare attore statunitense, avrebbe intenzione di vendere Villa Oleandra, la celebre residenza in cui dimora dal 2002. Tutta colpa dei paparazzi, che continuano ad invadere la privacy del divo di Hollywood e di sua moglie Amal Alamuddin. Ma la notizia più importante è un’altra: secondo quanto pubblicato dall’agenzia di stampa Omnimilano, se George Clooney vendesse la sua casa a Laglio per il lago di Como si presenterebbe un serissimo problema economico. La partenza del popolare attore americano, infatti, potenzialmente farebbe perdere al brand del lago e dei territori limitrofi una cifra vicina ai 130 milioni di Euro.

È evidente come il ritorno legato alla sua immagine non sia solo quello economico dell’indotto ma anche immobiliare: basti pensare alla reputazione aumentata grazie alla presenza di George Clooney che risulta determinante per il marketing del territorio. Il dato emerge da una stima dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza, a partire da una ricerca Anholt Brand Index su dati Registro Imprese, Istat, siti web ufficiali, Agenzia delle Entrate, Banca d’Italia, relativa al progetto ERI (Economic Reputation Index), calcolando alcuni parametri di vivacità economica, imprenditoriale, e prendendo in considerazione il valore economico del territorio oltre che la conoscibilità dei luoghi e dei personaggi.

La Grande Brianza (tra Como, Lecco e Monza), del resto, grazie al lago registra un peso percentuale di turisti stranieri sia per arrivi sia per presenze superiore a quello degli altri territori lombardi, in particolare il 57,2% degli arrivi stranieri e il 64,1% delle presenze (nelle altre province lombarde le percentuali sono rispettivamente 50,5% e 55,9%). Secondo le elaborazioni dell’Ufficio Studi della Camera di Commercio di Monza e Brianza su dati Istat, in questa zona si concentra il 16% del totale della ricettività lombarda tra strutture alberghiere ed extra-alberghiere.