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Google rallenta ed inizia a ridurre i costi

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Nell’immaginario collettivo ci sono aziende multinazionali che non conoscono mai concetti come crisi, riduzione dei costi, modelli di gestione più efficienti. Google Inc, gigante statunitense dell’informatica, con i suoi 55.419 dipendenti in tutto il mondo (possiede oltre 100 uffici distribuiti in 54 nazioni) è sicuramente una di queste isole felici.

Eppure, stando ai dati pubblicati dal Wall Street Journal e riportati in Italia da ANSA, Google sta rallentando la sua crescita esponenziale, riducendo i costi e cercando strade alternative per gestire il suo impero in modo più efficiente. La revisione dei costi sarebbe legata al rallentamento degli utili, al calo dei margini di profitto e all’andamento piatto dei titoli in Borsa. Il segnale più chiaro del nuovo atteggiamento è l’assunzione di “soli 1.819 nuovi dipendenti” nel primo trimestre, l’aumento minore dall’ultimo trimestre del 2013. Prima di scandalizzarsi per questi numeri, è opportuno ricordare che Google in media ha un incremento di 2.435 dipendenti a trimestre. “Sono diventati più grandi e devono controllare di più i costi” affermano alcuni analisti, secondo i quali Google è diventata più attenta alle spese con riferimento soprattutto a viaggi, forniture ed eventi che richiedono ora più giustificazioni che in passato per essere approvate.

Google è una delle più grandi società a livello globale con una capitalizzazione azionaria superiore ai 350 miliardi di dollari. Sgombriamo il campo dagli equivoci: l’analisi del Wall Street Journal non ci dice che l’azienda è in crisi, visto che continua ad assumere (seppur con un ritmo minore rispetto al passato). Però c’è qualche campanello d’allarme che, giustamente, non viene sottovalutato.

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