Home Fisco Gratuito patrocinio: onorari compensabili con imposte

Gratuito patrocinio: onorari compensabili con imposte

592
0
SHARE

La legge di stabilità 2016, ha introdotto delle norme tese a rafforzare l’effettività e l’efficacia dell’istituto del gratuito patrocinio, prevedendo, per gli avvocati che vantano crediti nei confronti dello Stato, per spese di giustizia, diritti e onorari relativi ad attività di gratuito patrocinio – sorti quindi in base all’art. 82 e seguenti delle Testo Unico delle spese di giustizia (D.P.R. n. 115/2002) – la possibilità di porre tali somme in compensazione con quanto dovuto per imposte, tasse e contributi previdenziali dei dipendenti.

Tale norma è stata introdotta per migliorare il funzionamento dell’istituto del gratuito patrocinio, in quanto in questi ultimi anni è stato inficiato dalla eccessiva lentezza del pagamento degli importi delle parcelle dovute da parte dello Stato a seguito dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato, con ritardo nei pagamenti anche oltre i 24 mesi.

Sicchè, l’art. 1, comma 778, della Legge n. 208/15 (link), ha previsto che a decorrere dall’anno 2016 i crediti vantati dagli avvocati per spese, diritti e onorari, sorti per assistenza e difesa per gratuito patrocinio di cui al D.P.R. n. 115/2002, saranno quindi ammessi alla compensazione con quanto dagli stessi dovuto per ogni imposta (anche l’IVA), tassa e contributi previdenziali per i dipendenti mediante cessione, anche parziale, dei predetti crediti entro il limite massimo pari all’ammontare dei crediti stessi, aumentato dell’IVA e del contributo previdenziale per gli avvocati (CPA). La legge specifica anche che tali cessioni sono esenti da imposta di bollo e di registro.

Attenzione, la compensazione non può essere fatta valere per i contributi dovuti alla cassa forense per mancanza di espressa previsione normativa, la quale infatti fa riferimento solo ai contributi previdenziali dovuti per i dipendenti per i quali, come anzidetto, l’unica possibilità è tra l’altro solo la cessione del credito vantato verso lo Stato.

Vedi anche  Trader in rosso avvia raccolta fondi on line

Le somme che saranno ammesse in compensazione ex art. 1, comma 778, L. 208/2015, sono quelle in qualsiasi data maturate e non ancora saldate, per le quali non è stata proposta opposizione ai sensi dell’art.170 del D.p.r. 115/2002 (cioè per quei crediti per i quali non è stata presentata contestazione).

Ma per l’effettività della compensazione, il comma 780 dell’art. 1 della L. 208/2015 ha previsto espressamente che solo con decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze, di concerto con il Ministro della giustizia, da emanare entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della citata legge, si sarebbero stabiliti criteri, priorità e modalità per l’attuazione di tali misure nonché per garantire il rispetto del limite di spesa statale di 10 milioni annui fissato dal comma 779 (tale limite è l’importo stimato che lo Stato ha sopportato negli ultimi anni per coprire le spese del gratuito patrocinio).

Considerato che la Legge di Stabilità è entrata in vigore il giorno 1 Gennaio u.s., il decreto dovrebbe essere ormai prossimo all’emanazione; l’importanza e l’urgenza dello stesso non è di poco conto considerato che i dubbi operativi sono molti, soprattutto in relazione alla “certificazione” degli importi da utilizzare in compensazione ed alla modalità di riconoscimento degli stessi.