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Home Restaurant, i chiarimenti del Ministero

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home restaurant

In questi ultimi mesi abbiamo sentito parlare molto (e spesso a sproposito) di home restaurant. Ma di cosa si tratta? L’home restaurant è un’attività saltuaria d’impresa finalizzata all’erogazione del servizio di ristorazione all’interno delle proprie strutture abitative. Detto ancora più semplicemente, è la possibilità di trasformare la propria casa e la propria cucina in un autentico ristorante, aperto non solo ad amici e parenti ma anche a perfetti sconosciuti che pagano per il servizio offerto.

Nel tentativo di fornire informazioni utili, in assenza di una normativa specifica che disciplini lo svolgimento dell’attività di home restaurant, il Ministero dello Sviluppo Economico è intervenuto con la Risoluzione n.50481 rispondendo ad una nota pervenuta. Nel dettaglio, una Camera di Commercio aveva chiesto di chiarire come configurare l’attività di cuoco a domicilio e se tale attività potesse rientrare fra quelle soggette alla Segnalazione Certificata di Inizio di Attività (SCIA) da presentare al comune di residenza, al fine di stabilire in modo chiaro l’iter da seguire per garantire il controllo dei requisiti professionali a tutela del consumatore finale.

Il Ministero ritiene che l’attività di home restaurant, anche se esercitata solo in alcuni giorni dedicati e pur tenendo conto che i soggetti che usufruiscono delle prestazioni sono in numero limitato, deve essere classificata come un’attività di somministrazione di alimenti e bevande in quanto, anche se i prodotti vengono preparati e serviti in locali privati coincidenti con il domicilio del cuoco, essi rappresentano comunque locali attrezzati aperti alla clientela. Infatti, la fornitura di dette prestazioni comporta il pagamento di un corrispettivo e di conseguenza, anche con l’innovativa modalità, l’attività in discorso si esplica quale attività economica in senso proprio. Pertanto, non può considerarsi un’attività libera e non assoggettabile ad alcuna previsione normativa tra quelle applicabili ai soggetti che esercitano un’attività di somministrazione di alimenti e bevande.

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In conclusione, la preparazioni di pranzi e cene presso il domicilio del cuoco viene considerata somministrazione di alimenti e bevande a tutti gli effetti. Anche per l’attività di home restaurant, quindi, è richiesto il possesso dei requisiti di onorabilità, dei requisiti professionali e la presentazione della S.C.I.A.