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I buoni propositi di un commercialista per il 2016

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Caro 2016,
sono un commercialista e sarebbe troppo riduttivo dirti che in quest’anno vorrei guadagnare di più e avere più clienti. Sarebbe una lettera troppo egoistica e poco professionale. Ecco perché per questo 2016 ti chiedo una cosa più profonda: il rispetto.
Si, io vorrei ci fosse più rispetto per la professione del commercialista e ti spiego cosa intendo: parlo di rispetto da parte dell’Amministrazione Finanziaria, delle Banche e da parte dei nostri clienti.

Gentilissima Amministrazione finanziaria, la professione di dottore commercialista è un lavoro in cui l’aggiornamento è fondamentale, dobbiamo studiare per essere preparati su cambiamenti e nuovi adempimenti e ci sta, è giusto che sia così. Però, non possiamo studiare anche come compilare uno “spesometro” perché le istruzioni sono poco chiare, o come fare questo o quel adempimento perché le istruzioni cambiano di anno in anno.
La Legge di Stabilità, per esempio, il prossimo anno dammela già completa e non darmi piccoli flash che poi verranno modificati nel testo definitivo oppure nell’anno d’imposta successivo. Confondi noi e i nostri clienti.

Il nostro lavoro, il nostro vero lavoro, dovrebbe essere affiancare l’imprenditore e cercare di indirizzarlo al meglio nelle strategie aziendali, nel controllo di gestione. Il commercialista invece, si riduce a diventare mero esecutore di richieste del fisco, a rispettare le scadenze sempre più incessanti. Ovviamente mi riferisco a quel tipo di commercialista che non ha una struttura di studio in grado di gestire la consulenza e la parte fiscale/contabile con la giusta calma e senza affanno. E credo siano tanti in questa condizione.
Il cliente ci vede ormai come “esattore”, come colui che chiama solo sotto scadenza e comunica gli importi da pagare. Ma non è questo il nostro compito, o almeno non dovrebbe essere solo questa la nostra funzione.

Caro Amministrazione Finanziaria, e concludo, a noi commercialisti piacerebbe molto sapere già dall’inizio dell’anno quali saranno le scadenze e quali adempimenti saranno confermati o aboliti. Le proroghe, se devono esserci, non ha molto senso comunicarle un giorno prima o il giorno stesso della scadenza.

A voi Banche, per il 2016, chiedo solo di essere più presenti, di essere più vicine ai nostri clienti. Certo il momento non è dei più semplici, ma non lo è per nessuno. Ascoltare, valutare seriamente le proposte e le richieste e cercare di ripartire insieme. Noi, i clienti e voi banche.

Non poteva certo mancare la parte rivolta al Cliente: elemento fondamentale della nostra professione di commercialisti. Se un nostro cliente ha bisogno di una serie di documenti “urgenti” anche noi vorremmo il nostro tempo per produrre la documentazione necessaria: il loro “mi serve per questa mattina” spesso è un limite di tempo difficilmente realizzabile. Il nostro “appena è tutto pronto ti invio la documentazione” non è un voler rimandare ma è una reale esigenza del giusto tempo necessario.

Il loro “ho bisogno di un bilancio aggiornato perché domani mi serve in banca” è spesso correlato alle nostre vane richieste di “mi porti la documentazione in tempo in modo da poter aggiornare i bilanci?“.

Se loro ci chiedono di calcolare le imposte e ci portano la documentazione l’ultimo giorno utile, e noi ci affrettiamo mobilitando noi e i nostri dipendenti per aggiornare la contabilità e predisporre la dichiarazione dei redditi in modo da comunicare le imposte da pagare senza incorrere in sanzioni, non è bello poi sentirsi dire “non posso pagare, non ho la disponibilità”. Se ce lo dicevate prima ci saremmo affannati meno.

Se diciamo ai nostri clienti di portare i documenti iva con adeguato anticipo, non significa riceverli un giorno prima del giorno in cui si versa l’iva.

Se, cari clienti, il commercialista vi manda la parcella, non è per avidità ma è semplicemente il compenso per il lavoro che facciamo per voi, mensilmente, trimestralmente o annualmente. Non dobbiamo sentirci noi in difetto ma dovrebbe essere una normale retribuzione per la prestazione svolta per voi.

Un piccolo pensiero va a qualche nostro collega, non fate parcelle eccessivamente basse, rispettate le tariffe professionali. Siamo dottori commercialisti e il nostro lavoro deve essere rispettato.
Cerchiamo di essere noi commercialisti i primi autori del cambiamento. Buon 2016 a tutti!

Quelli appena scritti sono pareri personali, pensieri sparsi. Ognuno di noi avrà i suoi buoni propositi. Se volete scriveteceli. Nei prossimi giorni daremo voce anche ai clienti e ai loro buoni propositi.