Home Economia Il bazooka a salve della BCE: ennesimo atto di impotenza della UE

Il bazooka a salve della BCE: ennesimo atto di impotenza della UE

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Ci si aspettava che, appena varato il Qe2 della BCE, ci sarebbe stato un forte apprezzamento dei mercati per una iniezione di liquidità ad ulteriore sostegno dell’economia. Così non è stato e, sulla base di quanto dicono tanti analisti, questo è motivato dal fatto che la Banca Centrale Europea arriva, come spesso accade, in ritardo e con misure al di sotto delle aspettative. Questo è l’atavico male che affligge ogni istituzione dell’Europa Unita, dal Parlamento alla Commissione passando per l’EBA.

Il bazooka, in sostanza, doveva partire prima e doveva sparare più forte, ma quello che era nelle giuste e condivisibile intenzione di Mario Draghi mal si concilia con la linea dei paesi del nord Europa, da sempre inclini ad una politica monetaria meno espansiva e pronti ad immolare vittime sacrificali sull’altare dell’austerità. Il governatore, infatti, non è plenipotenziario all’interno della Banca Centrale e le sue decisioni devono passare al vaglio del Direttorio in cui la Bundesbank esercita una influenza molto forte. A questo si somma il fatto che la BCE non ha le caratteristiche comuni alla maggior parte delle Banche Centrali: essa infatti non ha poteri regolamentari (questa funzione, invece, è assunta dalle Banche Centrali nazionali), non è prestatore di ultima istanza e solo da poco ha assunto la funzione di vigilanza anche se, per ora, solo sugli istituti più grandi.

In tutto questo per noi italiani questi problemi sono amplificati ulteriormente. Soprattutto in ambito economico e finanziario noi continuiamo ad arrivare sistematicamente dopo gli altri e non solo ci facciamo battere da chi è da sempre simbolo di efficienza e di produttività, come la Germania, ma anche da chi dovremmo ritenere a noi molto più vicino, come la Spagna.
Gli iberici, tanto per dirne una, hanno messo già 5 anni fa in sicurezza il loro sistema bancario, all’epoca molto più disastrato del nostro. L’intervento, fatto con l’aiuto dell’Europa, ha sensibilmente contribuito a portare Madrid a crescere più o meno del 3,5%, ovvero tre volte la performance italiana.

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In futuro sarà necessario che la politica abbia maggiore coraggio perché l’Europa possa restare competitiva in un contesto internazionale troppo dinamico e veloce per essere governato con gli stessi schemi e le stesse regole del secolo passato.

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