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Investimenti, gli italiani si ritengono esperti. Ma…

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Sono dati allarmanti quelli che emergono dal rapporto annuale pubblicato dalla CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) sugli investimenti delle famiglie italiane. Riportiamo di seguito gli stralci più interessanti.

La persistente debolezza dell’attività economica negli ultimi anni ha comportato un aumento della vulnerabilità finanziaria percepita dalle famiglie. A fronte di una valutazione molto positiva delle proprie capacità di evitare spese superflue, monitorare il budget familiare e risparmiare (oltre l’80% degli intervistati considera se stesso migliore della media, il 47% degli individui (prevalentemente donne, lavoratori autonomi e residenti nelle regioni centro-meridionali) riferisce di una flessione del reddito annuo rispetto ai dodici mesi precedenti, temporanea (15%) o permanente (32%). Inoltre, più della metà degli intervistati (soprattutto donne e residenti al Sud) ritiene che non sarebbe in grado di far fronte per almeno sei mesi alla riduzione di un terzo del reddito attuale.

A fine 2014, risulta complessivamente pari al 41% la quota di nuclei familiari indebitati per l’acquisto di un’abitazione (25%) e/o per l’acquisto di beni durevoli o altre spese (21%). Solo il 30% delle famiglie afferma di essere in grado di risparmiare “qualcosa” o “a sufficienza”, mentre il 45% dichiara che il reddito disponibile è appena sufficiente a coprire le spese, il 15% ha intaccato i risparmi e il restante 11% deve indebitarsi. Sono soprattutto gli individui con livello di istruzione più basso, i residenti al centro-sud, nonché (tra gli occupati) i lavoratori autonomi ad avere più frequentemente difficoltà a risparmiare.

Nonostante la diffusa percezione positiva delle proprie competenze in materia di scelte economiche e negli investimenti, le conoscenze finanziarie e le capacità logico-matematiche degli italiani rimangono basse. Inflazione, diversificazione, relazione rischio-rendimento, interesse semplice e rendimento atteso di un investimento continuano a essere nozioni poco note e di difficile applicazione. In particolare, quasi la metà del campione dichiara di non conoscere o definisce in modo errato il concetto di inflazione. Il 55% non è in grado di indicare correttamente cosa significhi diversificare gli investimenti e circa il 57% non sa spiegare la relazione rischio-rendimento. Inoltre, il 67% e il 72% degli individui non riesce a calcolare, rispettivamente, un montante in regime di interesse semplice e il rendimento atteso degli investimenti.