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Milleproroghe: rateazioni bis riaperte fino a luglio 2015

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È arrivato il si alla Camera per il decreto Milleproroghe. Oltre alle novità sulla proroga del regime dei minimi e sul blocco dell’aumento delle aliquote contributive, un altro importante emendamento è oggetto dello stesso decreto.

Con l’approvazione del Milleproroghe, una novità interessante riguarderà, infatti, anche Equitalia e tutti i contribuenti che in situazione di difficoltà economica hanno richiesto una rateazione alla società predisposta alla riscossione dei tributi.

Il Milleproroghe consentirà, a chi ha a chiesto una rateazione delle cartelle di pagamento a Equitalia, ma che ha perso il beneficio della stessa poichè non è riuscito ad onorare il proprio debito per 8 rate anche non consecutive entro il 31 dicembre 2014, di fare richiesta di riammissione alla rateazione facendo apposita domanda entro il 31 luglio 2015.

L’introduzione di questa novità è, sostanzialmente, un ripetersi di quanto già fatto con il decreto IRPEF (art. 11-bis, D.L. n. 66/2014), che aveva consentito ai debitori decaduti entro e non oltre il 22 giugno 2013 di presentare una nuova domanda di rateazione entro il 31 luglio 2014. Se l’attuale decreto si rifarà esattamente sul precedente decreto, il nuovo piano di dilazione non sarà prorogabile ed è altresì prevista la decadenza a seguito del mancato pagamento di sole due rate, anche non consecutive. Inoltre, per espressa previsione normativa, il nuovo piano dilatorio non potrà superare le 72 rate mensili, essendo quindi preclusa la rateazione straordinaria di 120 rate.

Con la definitiva approvazione del Milleproroghe e della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, arriveranno anche la modulistica ufficiale e le istruzioni sul sito di Equitalia. Nella precedente versione della “riammissione al beneficio della rateazione” la procedura era così impostata: si richiedeva a Equitalia l’attestazione dell’avvenuta decadenza dalla rateazione indicando i singoli atti (cartelle di pagamento, avvisi di accertamento emessi da agenzie fiscali, avvisi di addebito dell’INPS) sui quali era richiesta la concessione del nuovo piano dilatorio, specificando il numero delle rate mensili richieste (fino a un massimo di 72). Compilata la domanda, la stessa doveva essere presentata al concessionario a mezzo raccomandata A/R, oppure direttamente a mano presso lo sportello territorialmente competente.

Vedi anche  Equitalia, l'84,2% dei ruoli è a rischio riscossione

Ricordiamo che ieri il Milleproroghe è stato approvato alla Camera con 354 voti a favore, 167 no e 1 astenuto. Nella giornata di oggi saranno all’esame gli ordini del giorno e solo al termine della discussione si passerà al voto finale sul provvedimento; una volta ottenuto il sì definitivo della Camera, il decreto passerà a Palazzo Madama che dovrà procedere alla conversione definitiva entro pochi giorni poiché il decreto scade a fine febbraio.