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Mini pagamenti con carte di credito: cosa cambia

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carte e pos

Con una proposta di emendamento alla Legge di Stabilità, firmata dai deputati Boccadutri, Coppola, Bruno Bossio, Causi, Misiani, Losacco, Basso, Dallai, Ascani e Tentori, viene previsto un abbassamento del tetto dei 30 euro sotto il quale gli esercenti possono rifiutare ancora i pagamenti con carte di debito.

L’obbligo di accettare pagamenti di importi superiori a 30 euro con carte di debito è stato già introdotto dal 30 giugno 2014, coinvolgendo tutti gli operatori, da imprenditori a professionisti, accendendo tra le diverse categorie diverse perplessità, specialmente in relazione alle successive proposte profilate sul lato sanzionatorio giustamente accantonato (tra l’altro obbligare il cittadino e l’operatore ad utilizzare un metodo di pagamento piuttosto che un altro lo ritengo contrastante con quella che è la libertà economica dei singoli).

Certo è che allo stato attuale, ad oggi, il professionista o l’imprenditore che non si dota di POS rischia solo l’impossibilità di richiedere il pagamento degli interessi nel caso di tardivo pagamento, e consente altresì al debitore la facoltà di chiedere il rimborso dell’eventuali spese sostenute per la corresponsione degli importi.

Ma in Italia uno dei limiti alla diffusione della moneta elettronica è l’elevato costo delle transazioni e la stessa Unione europea non ha mancato di evidenziare il paradosso italiano delle commissioni elevatissime: è stato stimato, che la moneta elettronica costa ai rivenditori 10 miliardi di euro l’anno, e non va meglio per i clienti, che, oltre ai normali costi connessi alla carta di credito vedono spesso richiedersi degli ulteriori costi aggiuntivi.

Tabella – Costo annuale di un pos per un’attività commerciale (1)

tabella

(1) Dati tratti dal sito “Corriere della Sera – Economia”

Motivo per il quale dal 9 dicembre è stato imposto dall’Unione europea un tetto massimo alle commissioni bancarie, pari allo 0,3% sul valore della singola transazione per le carte di credito e allo 0,2% per i bancomat e le prepagate.
Ma vi è un risvolto negativo della medaglia, che si ha ogni volta che si vuol tirare una coperta troppo corta, in quanto l’Associazione Bancaria Italiana ha asserito che l’applicazione dei nuovi massimali potrebbe portare ad un aumento di costi per i consumatori.

Comunque, con il citato emendamento alla Legge di Stabilità è stato previsto che, entro il mese di aprile 2016, i gestori delle carte di pagamento dovranno definire le regole e le misure contrattuali per regolare i micropagamenti e le commissioni in modo che esse siano proporzionali ai costi effettivamente sostenuti dai prestatori dei servizi di pagamento.
In caso di mancato adeguamento scatterà il limite legale dei 7 millesimi per i pagamenti con carte di debito e di 1 centesimo per quelli con carte di credito.
Qualora tale proposta dovesse trovare accoglimento, tutti i micro-pagamenti, dalle sigarette al tabaccaio, al caffè al bar ed al giornale in edicola, potrebbero essere regolati per mezzo di strumenti elettronici di pagamento.

Per l’utilizzo del Pagobancomat sul web potrebbe interessarti questo articolo, mentre per l’evoluzione della normativa sul limite al contante leggi qui.