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PAC, costruire un capitale accumulando poco alla volta

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Oggi affronteremo uno dei dilemmi più grandi per la maggior parte dei giovani italiani, ossia come costruire un patrimonio accumulando poco ma in maniera sovente. Gli italiani come detto più volte sono sempre stati un popolo di risparmiatori e proprietari di immobili, oggi con la continua diminuzione della capacità di risparmio (entrate-uscite) queste caratteristiche non rappresentano più al meglio il nostro popolo. In media oggi la capacità di risparmio di un lavoratore medio si aggira dai 50 ai 300 euro mensili. Vediamo come poter accantonare queste somme in modo da non spenderle in oggetti o cose futili.

Innanzitutto chiariamo subito che qualsiasi cifra venga accantonata, che sia 50€ o 10.000€, deve essere trattata con il massimo rispetto in quanto deriva dai nostri sacrifici, quindi non accettiamo compromessi di nessun tipo e nessuna superficialità nel decidere come investire i nostri soldi. In secondo luogo facciamo chiarezza su quale obiettivo vogliamo conseguire con il nostro accantonamento. Esempi di obiettivi possono essere il creare una somma che possa essere utilizzata come anticipo in futuro per l’acquisto di una casa, accantonare per crearsi una riserva in caso di necessità, crearsi una pensione complementare, eccetera.

A seconda dell’obiettivo definiremo l’arco temporale corrispondente che ci permetterà anche di capire quanto potremo mirare a ricavare dai nostri risparmi. Crearsi una riserva è un obiettivo di breve quindi dovremo accontentarci di rendimenti bassi, accumulare per la pensione a seconda dell’età in cui si inizia potrebbe essere un obiettivo di lungo termine quindi potremo puntare ad ottenere dei rendimenti ben più interessanti.

Il classico strumento utilizzato per la creazione di un capitale è il PAC (piano d’accumulo capitale). Per comprendere di cosa si tratta utilizzerò le stesse parole che utilizzo con i miei clienti. “Immaginate il classico porcellino dove ho un importo minimo da versare mensilmente stabilito in fase di sottoscrizione (ad esempio meno di 50€ non posso versare) e una capienza massima oltre la quale il porcellino non può andare (più di 10.000€ nel porcellino non entrano). In qualsiasi momento ho la possibilità di aprire il tappino del mio salvadanaio per poter attingere in parte e continuare a rimpinguare nei mesi successivi o addirittura romperlo completamente per prendermi tutto il risparmio e concludere l’accumulo. L’unica differenza sta nel fatto che le monetine inserite nel porcellino restano sempre quelle (svalutandosi per l’inflazione) mentre le monetine inserite nel PAC variano a seconda dell’andamento del mercato prescelto”. Solitamente il PAC viene sottoscritto mediante rid bancario in modo da avere un accumulo sistematico e quasi intangibile (“me li tolgono dal conto, neanche me ne accorgo”).

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A tal proposito ricordiamo che per obiettivi di lungo termine è consigliabile utilizzare mercati azionari mentre per quelli di breve/medio mercati monetari/obbligazionari. Il PAC di sicuro è uno strumento camaleontico in quanto va bene per ogni tipo di esigenza, dalla creazione di una scorta fino ad arrivare al fine pensionistico. Oltre i mercati dove investire analizzate al meglio i costi eventuali che l’operazione comporta e a cosa sono attribuibili. Solitamente il PAC è uno strumento con costi irrisori.

Nel prossimo articolo valuteremo alcuni strumenti più specifici per soddisfare l’accantonamento per fini pensionistici.