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Paradosso Italia, c’è il lavoro ma mancano i lavoratori

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Il titolo è evidentemente provocatorio ma, se consideriamo i risultati di un sondaggio svolto presso gli iscritti all’Ordine dei Consulenti del Lavoro e pubblicato sul sito ufficiale di categoria, emerge un quadro davvero poco edificante per l’occupazione giovanile in Italia. Senza utilizzare giri di parole, ci sono 29.000 i posti di lavoro disponibili che le aziende offrono ma che nessuno cerca. Eppure, il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 15 e i 29 anni è ai massimi storici dal 1970 con percentuali che superano i 40 punti, ci sono 3 milioni di disoccupati e gli inattivi dal lavoro sono circa il 73% nella fascia d’età tra i 15 e 24 anni.

Analizzando i dati relativi al 2014, sono soprattutto attività commerciali come pizzerie, panifici, gelaterie e pasticcerie a riscontrare le maggiori difficoltà nel trovare nuovi lavoratori. Questa problematica, davvero paradossale se consideriamo quanto detto in precedenza, costringe i datori di lavoro ad “accontentarsi” di assumere del personale non attualmente qualificato e ad investire nella formazione per recuperare il gap con i lavoratori già qualificati.

Con riferimento al 2015, secondo lo studio condotto dai Consulenti del Lavoro ci sono circa 20mila offerte di lavori estivi da ricoprire sino a settembre. Cuochi, lavapiatti, camerieri, barman, sommelier, animatori, guide turistiche, addetti alle pulizie: è vero, sono solo contratti stagionali ma rimangono occasioni da non perdere.
Dal punto di vista statistico è l’Emilia Romagna la Regione che offre anche quest’anno più possibilità di impiego per i lavori estivi (3.000 offerte), seguita da Puglia (2.500), Sicilia (2.200), Toscana (1.800) Marche (1.500) e Veneto (1.500). In aumento le richieste anche in zone non prettamente marittime con gli alberghi e gli chalet di montagna (Piemonte e Trentino Alto Adige) che vedono aumentare le prenotazioni da parte di clienti e, di conseguenza, le possibilità di impiego per giovani.

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