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Proroga per l’invio dei dati sanitari: Agenzia delle Entrate contraria

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Nel corso dell’audizione in Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, tenutasi ieri, la Direttrice dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi soffermandosi a lungo sul 730 precompilato e sulla richiesta di proroga per l’invio dei dati sanitari invocata da più parti in questi giorni, ha chiarito che la proroga del termine per l’invio dei dati sanitari, attualmente fissato al 31 gennaio, potrebbe produrre dei ritardi nell’erogazione dei rimborsi.

Il problema, ha spiegato Orlandi, è che, trattandosi di dati sensibili, il Garante della privacy ha concesso un mese di tempo ai contribuenti per decidere se inibire il trattamento di un determinato dato. Prima di quel mese non è possibile trattare i dati. Di conseguenza, concedere una proroga di 10-15 giorni significa contrarre i tempi a disposizione di Sogei per il trattamento dei dati e rischiare che non siano pronti per il 15 aprile, creando un ritardo nell’erogazione dei rimborsi.

La Orlandi, inoltre, ribadisce che, in caso di lieve ritardo nella trasmissione dei dati “nel primo anno di applicazione della disciplina, le sanzioni non devono essere erogate e non lo faremo”, perché “non ha senso farlo in questa fase di collaborazione”. Una collaborazione che “c’è stata” anche con gli Ordini professionali, “solo che loro hanno meno abitudine a governare questo tipo di processi e, evidentemente, oltre un anno di interlocuzione non è stato sufficiente”.

Il riferimento è ai farmacisti e alle criticità legate all’invio delle spese per prodotti farmaceutici, che potrebbero anche non entrare nella dichiarazione precompilata in quanto, così come ha spiegato la Orlandi, le farmacie e alcune associazioni, nonostante una legge e i provvedimenti presentati mesi prima, hanno equivocato sul termine e non hanno conservato una parte degli scontrini. “È un problema di comprensione di quello che doveva esser fatto – spiega la Orlandi – che riguarda l’intera categoria, su cui c’è una difficoltà oggettiva almeno per quest’anno, perché pare che queste memorie siano state cancellate e non siano recuperabili”, per cui sarebbe anche inutile concedere una proroga.

Ulteriori difficoltà, però, potrebbero arrivare anche dall’invio delle spese universitarie, funebri e per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica che dovrebbero pervenire all’Agenzia delle Entrate entro il prossimo 28 febbraio “L’operazione 730 precompilato – ha denunciato Marco Cuchel, Presidente dell’ANC, in una lettera indirizzata al Ministro Padoan – è caratterizzata da gravi criticità, le cui conseguenze si ripercuotono negativamente sui contribuenti e sui professionisti intermediari, e non smette di riservare brutte sorprese”.

L’ANC, infatti, ricorda che le specifiche tecniche per l’invio dei dati relativi a queste tipologie di spese, presenti sul sito dell’Agenzia, sono “esclusivamente delle bozze, ancora in attesa di provvedimenti di approvazione”. Ancora una volta, quindi, “ignorando con disinvoltura lo Statuto del contribuente”, si darà a cittadini e intermediari molto meno di quei 60 giorni di tempo che lo stesso Statuto prevede come tempo minimo per assolvere un adempimento a partire dalla sua entrata in vigore.