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Scadenze fiscali, situazione al collasso per i commercialisti

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scadenze fiscali

Non ci sarà nessuna proroga, c’è stato un impegno preso dal Governo di mantenere i termini di presentazione. I tempi sono stati rispettati. Anche il software Gerico è già a disposizione“. Così si era espresso qualche giorno fa il viceministro dell’Economia Luigi Casero, intervenuto ad una tavola rotonda organizzata dal Consiglio Nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili (CNDCEC) per fare il punto sulle semplificazioni. Ma si tratta di un traguardo raggiunto o di un torto ai commercialisti, già vessati da una quantità esorbitante di scadenze fiscali (più di mille all’anno)?

Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti (ANC), non ha dubbi in proposito: “Già dal settembre del 2014 l’ANC, in coordinamento con le altre Associazioni Nazionali di categoria, ha avuto modo di consegnare, in occasione di un incontro presso il MEF con l’allora Sottosegretario Zanetti e alcuni dirigenti dell’Agenzia delle Entrate, avvenuto proprio sui temi della riorganizzazione del calendario fiscale e della semplificazione fiscale, un documento contenente alcune semplici proposte finalizzate alla razionalizzazione delle scadenze fiscali, oltre a proposte per la definizione di data certa per la pubblicazione dei modelli di dichiarazione, dei relativi software applicativi e delle aliquote per la contribuzione locale. A quasi due anni da quell’incontro, non solo non è stato fatto alcun passo avanti sul piano della riorganizzazione delle scadenze fiscali, ma addirittura la situazione si è ulteriormente aggravata.
Inoltre, la possibile proroga sui modelli 730 al 23 luglio (nel mese di aprile è stata approvata specifica mozione in Commissione Finanze della Camera, oltre ad esserci già stata una richiesta in tal senso da parte della Consulta dei CAF), la scadenza relativa ai modelli 770 prevista al 31 luglio (di cui l’ANC chiede da tempo l’abolizione in virtù della nuova Certificazione Unica, oppure in via subordinata lo spostamento al 30 settembre), l’aumentata mole di dati richiesti, anche conseguente allo sbilenco sistema tessera sanitaria, non contribuiscono ad arginare il collo di bottiglia che inevitabilmente anche quest’anno si troveranno ad affrontare soprattutto gli studi piccoli e meno strutturati. Proprio a questi ultimi un’Associazione nazionale di categoria deve pensare, affinché nessuno sia lasciato indietro, a vantaggio di dichiarazioni rassicuranti solamente nelle parole ma non nei fatti.
È una condizione questa che, evidentemente, non può essere ignorata e rispetto alla quale sarebbe opportuna una tempestiva presa d’atto con conseguente intervento da parte del MEF
“.

Insomma, una situazione decisamente allarmante per i commercialisti. Per cui, inutile usare giri di parole, è sempre più difficile districarsi tra innumerevoli scadenze fiscali, continui adempimenti e responsabilità crescenti a fronte di una scarsa considerazione da parte dell’amministrazione finanziaria e politica che, di certo, non eccelle quanto a chiarezza e trasparenza. Lavorare in queste condizioni, francamente, è proibitivo.