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“Spreco Zero”: la battaglia del governo contro gli sprechi di cibo

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Il progetto “Spreco Zero” è stato presentato dal governo ieri all”Expo. Con questo progetto il governo intende limitare al massimo gli sprechi di cibo. Lo stesso Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha definito gli sprechi di cibo, proprio dai padiglioni dell’esposizione milanese, come “Un insulto alla società, al bene comune, all’economia del nostro come di ogni altro Paese”.

I dati parlano chiaro: ogni anno in Italia si recuperano 550 mila tonnellate di prodotti che non possono essere più venduti ma che in realtà sono ancora commestibili e quindi recuperati. Sono invece 5,5 milioni le tonnellate che invece finiscono direttamente nelle discariche. “Spreco Zero” punta a questo tipo di alimenti che dovranno essere recuperati e distribuiti a chi ha bisogno.

Il Ministro delle Politiche Agricole Martina si pone come obiettivo quello di portare a 1 milione di tonnellate la quantità di cibo recuperate e per fare questo si stanno studiando semplificazioni legislative. Il governo infatti, vuole approvare entro l’estate una norma che semplifichi le attuali norme. Oggi, se un’azienda vuole distruggere cibo non più in vendita deve seguire adempimenti burocratici quando il valore della merce è superiore a 10mila euro. Per donarlo, invece, quello stesso obbligo scatta già a 5mila euro. Il governo vuole innalzare a 15mila euro la soglia per quanti regalano: in questo modo diventerà più semplice salvare gli alimenti che buttarli.

In Francia è stato istituito il reato di spreco in Italia si proverà con “Spreco Zero” proposta presentata dai deputati del Pd Maria Chiara Gadda e Massimo Fiorio. Nel testo che seguirà l’iter classico ci sono incentivi fiscali come lo sconto sulla tassa dei rifiuti per chi inverte la rotta degli scarti, un taglio dell’Irap per le imprese virtuose sul fronte ambientale e un ampliamento a farmaci, abiti e giocattoli dei beni da rimettere in circolo.