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Star Wars in salsa PD: instant marketing all’amatriciana

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Sui social qualcuno ha scritto “la storia di Star Wars deve esserci sfuggita di mano”. Come non condividere guardando la sedicente campagna instant in cui si è lanciato ieri il Partito Democratico. Scimmiottando l’attesissimo lancio della saga di Star Wars con un “Tax Wars”, ha twittato l’eliminazione di Imu e Tasi (grazie alla Legge di Stabilità) la cui scadenza era proprio ieri.
Inizialmente aveva il sapore di uno spoof inconsapevole, a mo’ di sfottò per i tagli alle tasse varati dal Governo. Una battuta da leccarsi i baffi. E invece no.

Devono aver bevuto parecchie Ceres quelli che hanno progettato e lanciato la “campagna”. E devono aver confuso i personaggi di Propp con quelli della saga di Star Wars. Perché se di storytelling si tratta è davvero della peggior specie.
Questo è uno di quegli esempi che porterei a lezione come “da non fare”. Le ragioni in termini di comunicazione sono molto semplici. A cominciare dalla banalizzazione del tema delle tasse che, senza entrare nel dettaglio delle misure, merita una sua serietà. Continuando sul pregiudizio sull’elettore medio: piacerà perché parla del tema futile del giorno.

Il problema è che le tasse non lo sono. E i cittadini non sono per assioma concentrati su futilità. E ancora sul tentativo di cavalcare un’onda markettara, quella di Star Wars, proprio come un brand. Ma che lo facciano i brand e che lo facciano anche bene. E non un partito al Governo che – nelle stesse ore – ha anche qualche problema di fiducia. Perché il rischio è che poi queste “trovate” con effetti speciali appaiano come squallide copertine per distogliere sui temi del momento. E magari comunicare in modo creativo ma poco serio provvedimenti del Governo che dovrebbero essere perfettamente spiegati all’opinione pubblica. Possono esserlo facendo lo stesso effetto cinema? Questa sarebbe la sfida da comunicatore, non altra.

E c’è da meravigliarsi anche a livello puramente creativo per questo volo pindarico dalla leopoldiana “terra degli uomini” alla fantascienza stellare. Quindi anche un errore in termini di coerenza creativa. Sarà che la chiusa renziana “andiamoci a prendere il futuro” deve aver avuto la meglio. Certo è che quando l’avanguardia comunicativa diventa fine a se stessa finisce di essere visione e diventa errore.

Per fortuna che l’instant ha un ciclo di vita molto breve. E dunque, cari creativi, contiamo adesso sul Risveglio della creatività a patto che sia una cosa seria.