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Tasi e Imu: UE dubbiosa sull’abolizione nel 2016

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In diverse occasioni, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha annunciato che, a partire dal 2016, saranno cancellate la Tassa sui Servizi Indivisibili e l’Imposta Municipale Unica. La Legge di Stabilità, infatti, dovrebbe contenere, per il prossimo anno, un intervento sull’abolizione delle ormai note Tasi e Imu per le abitazioni principali.

L’annuncio dell’eliminazione di Tasi e Imu ha suscitato non poche perplessità da parte dell’Unione Europea, secondo la quale sarebbe più urgente agire su una riduzione della pressione fiscale sul lavoro e sulle imprese. Tale orientamento, condiviso anche dalla Corte dei Conti e da Bankitalia, nasce dal fatto che, a loro parere, l’abolizione di Tasi e Imu andrebbe a favorire il risparmio annuo delle fasce di popolazione dal reddito più elevato, mentre per le fasce di reddito più deboli, la maggior parte delle quali sono già esenti dal pagamento delle imposte sulla propria abitazione, il risparmio annuo resterebbe quasi del tutto invariato.

Dalle stime rilasciate dall’Agenzia delle Entrate, si rileva che, al netto dei contribuenti esenti, il 30% della popolazione più debole versa il 10,9% della Tasi (pari a 381 milioni di euro), e il 30% più ricco ne versa il 54,9% (1,92 miliardi di euro). Pertanto, il taglio delle imposte sulla prima casa, sembrerebbe un favore verso i contribuenti più facoltosi i quali andrebbero a risparmiare fino a 2.000 euro all’anno, rispetto ai 204 euro che risparmierebbe una famiglia media.

Il sottosegretario dell’Economia Enrico Zanetti (Scelta Civica), pur confermando la necessità di abolire la Tasi, ha spiegato come questa scelta non possa essere applicata a tutti i contribuenti, ma dovrebbe restare a carico dei possessori degli immobili di maggiore valore, in modo da recuperare un gettito fiscale pari ad 1/3 di quello attuale.

Al di là delle diverse opinioni espresse, resta ai tecnici del Governo lo studio delle varie ipotesi da valutare, tra le quali si intravede l’introduzione della Local Tax, che andrebbe ad accorpare Tasi e Imu, a carico dei contribuenti ai quali, eventualmente, spettava il pagamento delle vecchie imposte sulle abitazioni principali.