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TFR in busta paga, flop clamoroso

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Un fallimento ampiamente preannunciato. Su un campione di 1 milione di lavoratori, solo 567 (lo 0,0567%) hanno scelto di liquidare il TFR in busta paga. A rivelarlo è l’Osservatorio della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, che ha analizzato le richieste pervenute in quasi due mesi dall’entrata in vigore della norma.

Un risultato che non stupisce e che conferma ciò che che i Consulenti del Lavoro avevano già previsto, come ha sottolineato la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine, Marina Calderone: “Questo insuccesso è l’ennesima dimostrazione che la politica ha spesso la percezione delle esigenze del mondo del lavoro ma non è in stretto contatto con chi parla tutti i giorni con lavoratori e imprese“.

La quasi totalità dei lavoratori, quindi, ha deciso di lasciar maturare il TFR secondo le vecchie regole. Praticamente inevitabile, se pensiamo che dal punto di vista fiscale l’anticipo del TFR viene trattato come una sorta di reddito aggiuntivo. Di conseguenza, gli effetti positivi dell’aumento di liquidità vengono praticamente annullati dalla tassazione per redditi superiori ai 15mila euro annui, unica soglia al di sotto della quale il TFR in busta paga può risultare davvero conveniente.

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