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Unicredit: in Europa saranno 18.200 i dipendenti tagliati

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Unicredit taglia e taglia tanto. Saranno infatti 18.200 i tagli di personale previsti dal nuovo piano di Unicredit al 2018; di questi i tagli in Italia riguarderanno circa 540 persone, per la maggior parte dirigenti. I tagli previsti includono la vendita della controllata in Ucraina e la società paritetica con il Santander e la joint venture con Pioneer, operazioni, queste, che porteranno all’esubero di 6 mila dipendenti. I restanti 12.200 lavoratori destinati a lasciare Unicredit apparterranno ai centri direzionali e alla rete di banche commerciali in Germania, Austria, Italia e Centro Est Europa con l’obiettivo di portare la forza lavoro dell’azienda a 11.000 dipendenti nel giro di tre anni.

Gli esuberi italiani di Unicredit si aggiungono così ai precedenti 5.100 esuberi concordati con le rappresentanze sindacali nel marzo 2014, come riportato dal sito di Repubblica, il numero complessivo dei tagli al personale italiano presentato nel piano strategico, parla di 6.900 persone in uscita ma questo è un numero che ricomprende sia i vecchi accordi che i dipendenti di società che hanno sede in Italia ma che operano in altri paesi Europei dove la banca è presente. Il piano prevede la chiusura di 800 filiali entro il 2018 in Italia, Germania e Austria.

Saranno cinque le azioni principali del nuovo piano strategico presentate dall’a.d. Unicredit Federico Ghizzoni che porteranno ad un contenimento dei costi pari a 1,6 miliardi di euro, in modo da poter rilanciare la redditività, con un obiettivo di utile netto a fine piano di 5,3 miliardi. Ecco le 5 misure:
– accelerazione delle misure di taglio dei costi sia del personale sia delle altre spese operative;
– cessione o ristrutturazione dei business poco redditizi come la banca commerciale in Austria e il leasing in Italia;
– forte focus sull’evoluzione digitale, sostenuta da 1,2 miliardi di investimenti tra il 2016 e il 2018 che permetterà di chiudere ulteriori sportelli e agenzie fisiche;
– chiusura della sub-holding austriaca e trasferimento delle partecipazioni bancarie nei paesi del Centro Est Europa (Cee) sotto il diretto controllo della holding UniCredit, con un passaggio da Vienna a Milano che permetterà di ridurre il personale rafforzando le funzioni di governo centrali e concentrandosi sulle sinergie commerciali;
– sfruttare i business in crescita nei paesi Cee e il risparmio gestito, aumentando e riequilibrando i ricavi da business a basso assorbimento di capitale.

Queste le parole di Ghizzoni su Repubblica: “Il piano prevede per il 2018 importanti obiettivi in termini di redditività e coefficienti patrimoniali, confermando la capacità del gruppo di generare capitale in modo organico e distribuire dividendi. È un piano rigoroso e serio e al tempo stesso ambizioso. Ma è soprattutto realistico, perché si basa su azioni che dipendono dalle nostre scelte manageriali, ed è un piano totalmente autofinanziato“.