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Unione Europea: al via il set di pratiche anti elusione (ATA)

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La Commissione europea ha pubblicato il suo attesissimo pacchetto anti – elusione (ATA), presentato il 28 Gennaio 2016. Il pacchetto consta in un set di regole, misure e raccomandazioni proposte al fine di evitare la pianificazione fiscale aggressiva all’interno dell’Unione europea.

La proposta contiene molti elementi affrontati anche dal progetto BEPS dell’OCSE di cui abbiamo già parlato in questo articolo. Alcune delle proposte della UE divergono in maniera significativa dal BEPS. L’iniziativa di questo pacchetto varato dalla UE è decisamente evidente in quanto alcune di queste regole saranno incorporate in una direttiva (e quindi vincolante per tutti gli Stati membri) con lo scopo di introdurre queste nuove regole già dal 1 gennaio 2017.

I documenti chiave previsti nel pacchetto ATA sono tre:
1) La proposta di una Direttiva UE che contenga sei norme chiave necessarie per contrastare le più comuni tecniche utilizzate dalle imprese per eludere il pagamento delle imposte dovute;
2) Una serie di emendamenti proposti alla direttiva UE per la cooperazione amministrativa tra Stati membri volta ad introdurre lo scambio automatico di informazioni di natura fiscale sulle multinazionali operanti nell’UE (country by country reporting – COM(2016) 25 final);
3) Una raccomandazione agli Stati membri dell’UE per rinforzare i trattati fiscali (convenzioni contro le doppie imposizioni) e prevenire gli abusi di cui spesso sono oggetto.

Proposta della Direttiva Anti elusione:

Come sappiamo, all’interno dell’UE, le direttive sono legalmente vincolanti per tutti gli Stati membri imponendo loro di adottare una legislazione che sia in linea con le regole così come definite nella rispettiva direttiva. Perché la direttiva ATA sia adottabile, è tuttavia richiesto il consenso unanime di tutti gli Stati membri.
La direttiva ATA prevede le seguenti sei misure anti-evasione:

1. disallineamenti ibridi
Il progetto di direttiva si propone di affrontare la pianificazione fiscale attraverso strumenti ibridi ed entità ibride. In breve, la regola anti-ibrido impone agli Stati membri di seguire la classificazione degli strumenti o delle entità dello Stato membro di origine (che reclama la deduzione iniziale). Ciò comporterebbe un’inclusione del corrispondente reddito a livello del beneficiario. Una regola anti-ibrido è anche parte dell’iniziativa BEPS dell’OCSE. E’ importante notare, tuttavia, che la proposta di regola anti-ibrido UE è in contrasto con l’azione 2 del piano BEPS dell’OCSE che prevede una norma primaria che richiede che lo Stato di origine non consenta la deduzione.

2. Deducibilità interessi
Per lo più in linea con azione 4 BEPS dell’OCSE, la direttiva ATA prevede anche una regola deducibilità generale. La regola limiterebbe la deducibilità degli interessi al 30% del margine operativo lordo (EBITDA), con un minimo di spesa per interessi netti superiore a 1 milione di euro e un piano alternativo basato su un test di gruppo.

3. Controlled Foreign Companies (CFC)
Secondo le norme proposte, le società residenti nell’UE saranno tenute a includere i proventi non distribuiti con qualificazione CFC nel loro reddito imponibile su base annua.
Brevemente, una subsidiary (filiale) non-UE si qualificherà come CFC nei casi in cui un soggetto residente UE dispone di una partecipazione di controllo di oltre il 50%. Il reddito è soggetto alle norme CFC nel caso in cui (i) l’aliquota fiscale effettiva sul reddito imponibile risulti inferiore al 40% dell’aliquota fiscale effettiva sulla società madre nell’UE, e (ii) più del 50% del reddito proviene da così dette fonti passive. Nel contesto dell’iniziativa BEPS dell’OCSE, sia l’azione 4 (deducibilità interessi) che l’azione 3 (CFC) sono definite “raccomandazioni” in relazioni alle quali peraltro non ci si aspetta un consenso a breve termine all’interno del’OCSE, diversamente, l’adozione della direttiva ATA, sottoporrebbe tutti gli Stati membri dell’UE a queste regole CFC vincolanti.

4. Clausola Switch-over
La clausola di switch-over riguarda l’esenzione dalle imposte che molti Stati membri applicano ai redditi da dividendi e alle plusvalenze realizzate da società su cui si ha un controllo qualificato (la cosiddetta PEXesenzione di partecipazione). La clausola di switch-over richiederebbe alle imprese dell’UE di tassare il reddito dei dividendi e delle plusvalenze realizzate dalle società controllate sotto-tassati (sotto-tassati equivale a meno del 40% dell’aliquota di imposta stabilita per legge dello Stato membro). L’introduzione della clausola di switch-over avrebbe un profondo impatto sulla società UE che agiscono (anche) come holding centrale per una multinazionale a livello mondiale.

5. Tassa di uscita
La direttiva contiene una disposizione che impone a tutti gli Stati membri di applicare una “tassa di uscita” sugli utili non realizzati nei casi in cui gli assets sono, o la residenza di una società è, trasferita all’interno della UE, includendo in questo anche il trasferimento di assets da una sede centrale a un ramo.

6. Regola generale Anti-Abuso (GAAR)
La proposta di una GAAR ha lo scopo di affrontare le eventuali lacune che potrebbero esistere in norme antiabuso nazionali. Consente agli Stati membri di ignorare le transazioni che non sono basate su valide ragioni commerciali.

Proposta di modifica della direttiva UE sulla cooperazione amministrativa:

Le modifiche alla direttiva UE per la cooperazione amministrativa in pratica introducono reports paese per paese (CBC reporting) all’interno della UE. Le regole CBC proposte, per la maggior parte seguono le linee guida BEPS dell’OCSE, come stabilito nell’azione BEPS 13 e diventerebbero applicabile a partire dal 1 ° gennaio 2016.

Raccomandazioni agli Stati Membri per rafforzare i trattati fiscali:

Come parte del pacchetto di ATA, la UE ha inoltre formulato una raccomandazione che stabilisce che gli Stati membri introducano un GAAR nei rispettivi trattati fiscali, sotto forma di un test di scopo principale (si trova anche nell’azione 6 del progetto BEPS).

Il pacchetto ATA è una parte fondamentale della strategia UE per combattere l’elusione e la pianificazione fiscale aggressiva nella UE. Certo la UE non esita a prendere posizioni che divergono dalla iniziativa BEPS. In particolare, la direttiva ATA è un esempio di regole proposte che tentano di sostituire l’iniziativa BEPS dell’OCSE. Inoltre, l’adozione della direttiva ATA richiederebbe tutti gli Stati membri dell’UE ad introdurre una normativa adeguata fin dal 1 gennaio 2017.

Non c’è dubbio che ci sarà un’intensa discussione politica in merito al contenuto del pacchetto ATA. Infatti, il consenso unanime degli Stati membri al pacchetto (e alla direttiva ATA in particolare) non è una conclusione poi così scontata. Inoltre, la crescente pressione degli Stati Uniti sul progetto OCSE BEPS e soprattutto le indagini UE sugli aiuti di Stato avranno un ruolo centrale nel dibattito politico in seno all’UE.

Di seguito il video della campagna #fairtaxation (tassazione equa) della UE:

http://europa.eu/!gW97PC