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Uso contanti: cambia il limite con la Legge di Stabilità

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Vignetta realizzata da Alessio Mazzarulli

Un’indagine recentemente condotta dalla CGIA di Mestre ha dimostrato come il limite pagamento contanti di 1.000 euro imposto in Italia dagli organi governativi non sta riducendo né l’ammontare del denaro liquido in circolazione né, tantomeno, la frode fiscale.

Anche se in Italia e in Portogallo il pagamento in contanti ha la soglia più bassa d’Europa (1.500 euro in Grecia, 2.500 euro in Spagna e 3.000 euro in Francia e Belgio), i fenomeni di evasione non sembrano risentirne per niente, infatti, nonostante tra il 2010 ed il 2011 il limite contanti sia passato da 5.000 euro a 1.000 euro, l’evasione ha comunque continuato a salire fino a raggiungere quota 16% del Pil per poi stabilizzarsi nel 2012 al 14%.

Il limite oggi in vigore è stato introdotto dal governo di Mario Monti con il decreto Salva Italia, nel 2011. In precedenza si potevano pagare in contanti fino a 12.500 euro, soglia che il governo Prodi nel 2008 ridusse a 5mila euro ma che fu rialzata con la manovra d’estate del quarto governo Berlusconi, ministro dell’Economia Giulio Tremonti. Lo stesso esecutivo, con la manovra del 2010, rivide al ribasso il tetto portandolo a 5mila euro. Nel 2011 nuovo taglio, a 2.500. Poi la scure di Monti, che ha però fatto salvi gli acquisti dei turisti extra Ue: russi, giapponesi e cinesi possono comprare in contanti spendendo fino a 15mila euro.

Nel resto d’Europa 11 Paesi, tra cui Germania e Olanda, non hanno fissato alcuna limitazione all’uso del contante. Francia, Grecia, Spagna e Belgio prevedono tetti che variano dai 1.500 ai 3mila euro. Solo il Portogallo ha un limite di 1.000 euro come l’Italia.

A seguito di queste considerazioni si assiste ad un cambio di rotta del Parlamento, e – tra le novità annunciate da Renzi nella Legge di stabilità – il premier ha affermato che ci sarà anche l’aumento del limite per l’uso del contante per riportarlo alla media europea, in particolare al limite previsto dal livello francese di 3.000 euro.

Il presidente ha infatti affermato che “È un modo per aiutare i consumi e dire basta al terrore, sapendo che quei soldi sono comunque tracciati” e “facciamo la lotta all’evasione, ma non andiamo al terrore. Se uno ha la possibilità di spendere soldi, fino a 3mila euro, lo faccia“.

Renzi ha inoltre aggiunto a Rtl 102.5: “In passato si è fatta una grande battaglia contro l’evasione, e sono assolutamente d’accordo. Ma non sono d’accordo sul metodo: non mettendo la finanza che gioca a nascondino fuori dai negozi”, continuando “Col telefonino controllo tutto di tutti, con gli strumenti bancari controllo tutto di tutti… L’anno scorso abbiamo avuto quasi 4 miliardi in più di gettito Iva, attraverso l’Information technology recuperi molta più evasione che giocando al gatto e al cane sulle strade”.

E’ stato il ministro dell’Interno e leader dell’Ncd Angelino Alfano a spingere in questa direzione nei giorni passati: lunedì, dopo una riunione a Palazzo Chigi, ha affermato che “in uno Stato democratico e liberale, se vuoi favorire la moneta elettronica, agisci diminuendo la tassa sulla carta di credito e non vietando l’uso del contante”.

Sul tema dell’innalzamento del tetto sono state presentate e approvate alla Camera cinque mozioni, di cui una del Pd e altre promosse da Ncd, Forza Italia, Scelta civica e gruppo misto. Il movimento Area popolare ritiene che sicuramente tale previsione “incentiverà i consumi e favorirà la ripresa soprattutto per i nuclei familiari.

Le dichiarazioni del Premier sono state accolte con ampia fiducia e speranza dalle diverse associazioni di categoria, in particolare dal presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, il quale è tornato a precisare la necessità di una urgente intervento sulla materia, richiesto da sempre a gran voce dagli albergatori italiani. «Il limite dei mille euro è anacronistico e dannoso – prosegue Bocca – se consideriamo per giunta come Paesi nostri concorrenti e confinanti hanno limiti ben più alti o ne sono completamente privi». «Per supportare quindi i primi segnali di ripartenza del settore e dell’intera economia nazionale – conclude Bocca – è indispensabile innalzare, se non abolire ogni limite e lasciare agli italiani ed agli stranieri che decidono di venire nel nostro Paese per turismo o affari di essere liberi di utilizzare qualsiasi mezzo di pagamento. Ed il contante è alla base di ogni pur minimo atto d’acquisto».