Home Fisco Saldo Imu-Tasi, attenzione alla data della delibera: 844 illegittime e nulle

Saldo Imu-Tasi, attenzione alla data della delibera: 844 illegittime e nulle

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Come sappiamo quest’anno è slittato al 30 settembre il termine per l’approvazione del bilancio di previsione enti locali 2015 e quindi il relativo termine per le delibere Imu e Tasi. Ma questa proroga ha riguardato solo province, città metropolitane e i soli comuni della Regione Sicilia, quindi non tutti i comuni, la cui la dead-line è rimasta fissata al 30 luglio in virtù del decreto 13 maggio 2015 (G.U. 20 maggio 2015, n. 115).

Sicché i comuni che non avevano ancora approvato il preventivo, ove potuto si sono precipitati a farlo entro il 30 luglio, fruendo dei canonici 20 giorni prima che i prefetti si attivassero.
Dunque quest’anno il bilancio preventivo sarebbe potuto essere approvato in consiglio entro il 20 agosto purchè l’assemblea fosse stata convocata entro il 30 luglio.
Ma questo “allungamento” del termine non è valido anche per l’approvazione delle delibere relative alle aliquote dei tributi locali.

Il termine in questo caso restava il 30 luglio e qualora gli enti non avessero deciso in tempo – considerato che le deliberazioni successive a tale data sono illegittime e nulle – andranno ad applicarsi le aliquote dell’anno scorso.

Si rammenta che tali delibere, ove adottate quindi per tempo, sarebbero inoltre dovute esser pubblicate entro il 28 Ottobre 2015 sul portale del Dipartimento delle finanze.

Tuttavia del domani non v’è certezza, in quanto – considerato il malcontento dei sindaci – per tutti quei Comuni che non avrebbero fatto in tempo ad approvare le delibere Imu, Tasi e Tari 2015 nei su citati termini – parliamo di circa 844 Comuni – starebbe per arrivare una sanatoria.

Di fatti, una richiesta di sanatoria era stata già avanzata in sede di approvazione del decreto “salva-regioni”, ma, non potendo inserire misure riguardanti i Comuni al suo interno, è quasi ormai certo che la misura troverà posto nella Legge di stabilità 2016.

Di fatti l’emendamento presentato alla Legge di stabilità ha ricevuto l’ok dal Senato, facendo così salve, solo per il 2015, le delibere «relative a regolamenti, aliquote e tariffe di tributi, adottate dai comuni entro il 30 settembre 2015, per le quali siano state correttamente e compiutamente espletate le procedure di pubblicazione».

Quindi, per le 844 amministrazioni ritardatarie, questo potrebbe portare al pagamento di un conguaglio a partire dal mese di Gennaio, ovvero quando la manovra sarà entrata in vigore.

Il provvedimento di fatto quindi concede una deroga rispetto alla scadenza del 30 luglio a quei Comuni che hanno approvato le delibere in merito a regolamenti, tariffe e aliquote dei tributi (quindi Imu, tasi, add.le com.le irpef, tari) entro il 30 settembre 2015.

Ma, come noto, il saldo per l’anno in corso (che dovrebbe comprendere anche l’eventuale aumento deliberato) deve essere pagato entro il 16 dicembre p.v., data in cui la Legge di Stabilità non sarà di fatti ancora entrata in vigore.

Per questo non è da escludere l’ipotesi secondo la quale nel 2016, quando la manovra sarà legge, i contribuenti potrebbero esser tenuti a versare la differenza tra la vecchia aliquota e la nuova nel 2016.

L’ipotesi di dover pagare una mini Imu e una mini Tasi nel 2016 potrebbe essere vanificata qualora il Governo – sotto la spinta delle amministrazioni locali – decidesse di emanare un decreto legge che renda attiva la misura prima della scadenza del 16 dicembre.

Certo – in quest’ultima ipotesi – si spera che il decreto legge non venga licenziato a pochi giorni dalla scadenza, come ormai malsana abitudine di questi ultimi anni.