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Investimenti: quali strumenti e quale arco temporale scegliere

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Dopo aver trattato il tema sui nostri risparmi e investimenti con il primo articolo (clicca sul link per visualizzarlo) destinato a tracciare la differenza tra investire in immobili e investimenti nel reddito fisso, cerchiamo di comprendere cosa può portare dei vantaggi ai nostri soldi nel breve e nel lungo periodo.

Come già accennato più volte i tassi di interesse sono ai minimi storici quindi affrontare il tema del breve termine nei nostri investimenti (per breve termine intendiamo ogni strumento che ha un orizzonte temporale di massimo 12 mesi) sarà impresa ardua. Una volta esistevano i conti deposito e i pronti contro termine che offrivano tassi davvero appetibili, oggi esiste un tasso BCE allo 0,05%. Questo significa che come paghiamo poco nel richiedere un mutuo, riceveremo poco dalla nostra banca per depositi a breve termine.

Le soluzioni potrebbero essere due: o girovagare ogni sei mesi per banche che offrono tassi promozionali per i nuovi clienti oppure pianificare e diversificare il proprio patrimonio con un asset di obbligazioni a breve termine di diverse zone geografiche. Dal mio punto di vista è certamente preferibile la seconda soluzione in quanto realizzare un asset ben diversificato, sempre mediante l’ausilio di un esperto, ci permette di ottenere rendimenti e protezione del capitale nel tempo e non essere soggetti (oggetti) ai mercati.

Oggi tassi di breve termine interessanti si possono trovare in mercati quali quelli high yield o di paesi “emergenti” come potrebbe essere la zona asiatica. Al contrario se ci fermassimo all’interno della zona Euro utilizzando paesi “industrializzati” quali Italia, Spagna, ecc. avremmo dei rendimenti al di sotto dell’1% con una volatilità che non giustificherebbe il rendimento così basso.

Vedi anche  Risparmi: cosa conviene tra reddito fisso o immobili

Passando ai nostri investimenti per esigenze di lungo periodo le cose non cambiano molto. Tassi bassi nel breve portano tassi poco appetibili anche nel lungo (intendendo operazioni di durata pari almeno a 5 anni) per i nostri investimenti.

Le soluzioni sono anche in questo caso due: investire in obbligazioni di lungo periodo o in titoli azionari. Partiamo dal presupposto che quando i tassi salgono i prezzi delle nostre obbligazioni scendono, quindi il prezzo di vendita cala. Al contrario se i tassi crescono significa che è in atto una ripresa economica e quando è in essere un fenomeno di questo tipo le aziende solitamente crescono di valore, quindi il mercato azionario ha un’impennata positiva.

Da queste considerazioni si potrebbe intendere che per il breve bisognerebbe investire in titoli high yield e per il lungo in azioni. Niente di più sbagliato, un investimento deve necessariamente essere diversificato il più possibile per proteggere il proprio capitale e per cercare di ottenere rendimenti sopra la media. Il fattore su cui agire è certamente il peso che si può dare ad una tipologia di investimento, quindi aumentare percentuali investite in determinati mercati senza però mai dimenticare che ci sono altri mercati che potrebbero rivelarsi più prudenti o più redditizi.

Per creare un’adeguata asset allocation dei propri risparmi affidatevi a un esperto e guardate quello che vi dice il mercato. In questo articolo abbiamo analizzato solo un segnale che ci sta dando il mercato, ossia quello dei tassi d’interesse bassi che prima o poi cresceranno e quali correlazioni può avere questo fenomeno con i nostri risparmi.