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Grecia: la crisi al tavolo da poker

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Uno dei temi maggiormente di attualità in questo momento è di certo la crisi della Grecia. Noi di Blog di Economia proviamo a spiegarvi cosa sta accadendo in maniera semplice e comprensiva.

Immaginate un tavolo da poker in cui due dei giocatori sono rispettivamente debitore (Tsipras) e creditore (UE) verso l’altro e gli altri giocatori sono sempre creditori verso il primo soggetto ma in modo molto più lieve e frazionato.

Una delle tante regole che si insegnano nel poker è quella di non bluffare quando non si hanno risorse per rilanciare e non fare il furbo con gente più esperta e scafata di te. Nello specifico il giocatore scafato è certamente la Sig.ra Merkel mentre il giocatore inesperto è il Sig. Tsipras. Il problema fondamentale è che in questa partita chiamata crisi greca le fiches sono i cittadini e principalmente i cittadini greci.

La Comunità Europea il Fondo monetario internazionale e la Banca Centrale Europea, hanno cercato di trovare un compromesso per risolvere la crisi greca in modo da poter ottenere indietro i propri soldi precedentemente prestati al debitore/giocatore Grecia evitando così di creare degli insoluti nelle proprie casse e in quelle di tutti i creditori, tra cui anche l’Italia. Di tutta risposta Tsipras ha cercato di tirare la corda per ottenere ulteriori vantaggi facendosi forte del fatto che, male che vada, non avrebbe pagato i creditori e solo loro avrebbero subito il passivo.

Ovviamente questo è un bluff, tutti siamo coscienti del fatto che l’uscita della Grecia dall’euro provocherebbe sicuramente un danno (seppure lieve in percentuale rispetto i debiti pubblici) ai creditori ma ancor di più il danno verrebbe causato alla popolazione greca mandando in crisi il loro sistema bancario (che ci piaccia o no le banche servono e serviranno sempre) e quello commerciale/fiscale (oggi i turisti in Grecia possono pagare solo cash in quanto i commercianti non accettano carte visto che possono ritirare dai conti al massimo 60€ giorno).

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A questo punto il player Tsipras per non svelare il proprio bluff, passa la mano ad un altro giocatore, il quale involontariamente è stato inserito nella partita. Questo giocatore è il popolo greco, chiamato a votare un referendum del quale solo poca parte della popolazione comprenderà realmente di cosa si tratta. Si semplifica, si dice “dovete votare si all’Europa oppure no all’Europa” senza far comprendere i reali pro e contro.

Torna la mano al giocatore Tsipras che da buon giocatore inesperto prima bluffa e poi, spaventato dalla potenza dell’altro player (Merkel) ritratta il proprio bluff dicendo di voler riaprire il dialogo e valutare un eventuale ok sugli accordi.

Niente di più semplice per la Sig.ra Merkel. Cara Grecia ormai è chiaro il tuo bluff quindi “ora facciamo il referendum come avevi proposto e poi riprendiamo i negoziati”. La ragione? Se il referendum andasse a favore dell’Euro Tsipras dovrebbe sottostare a ogni diktat della Comunità Economica.

Vedremo come andrà a finire, speriamo solo che la Grecia e l’UE smettano di bluffare e inizino seriamente a guardare al futuro economico dei popoli.