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Limite all’uso del contante e Legge di stabilità

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Nel commento alla Legge di Stabilità 2016 (qui riportata integralmente) abbiamo già avuto modo di esplicare quanto previsto dai commi 898 al 904, circa l’innalzamento della soglia del contante.

Ma quali sono gli impatti di questa ennesima modifica normativa? Perché tanta attenzione e soprattutto perché non si riesce in alcun modo a trovare un limite che possa soddisfare le diverse parti in gioco? La nostra Irene Falconeri, nel suo articolo (qui) ha già affrontato il problema riportando i commenti del governo, ma le polemiche, con la definitiva approvazione della Legge di Stabilità, non sembrano essersi sopite.

E’ necessario dunque porsi delle domande. A che serve innalzare il limite all’uso del contante? La persona comune non ha alcuna necessità di portarsi in tasca tremila euro cash per fare acquisti, ma neanche mille, quindi dobbiamo capire quali settori si vogliono favorire con tale intervento normativo.

Innanzitutto, dobbiamo considerare che l’Italia è uno dei paesi meno bancarizzati d’Europa, con picchi tra anziani single e famiglie colpite dalla crisi. Ad ogni buon conto, seppure il contante è certamente il mezzo più utilizzato per le transazioni finanziarie, sembra tuttavia difficile comprendere quali vantaggi possa procurare l’innalzamento della soglia del contante a tali categorie di persone.

Pensiamo, quindi, agli stranieri che vengono in Italia. Gli industriali capeggiati da Squinzi, gli imprenditori, gli albergatori e gli artigiani applaudono il governo, giurando che ci sono frotte di russi, con valigette piene di denaro, desiderosi di spendere i propri soldi per i marchi di lusso, senza il fastidio rappresentato dalla carte di credito o dagli assegni. Delle Amex Gold o Black con cui girano i ricconi non se ne parla, ma se lo dice Squinzi!

L’innalzamento all’uso del contante, quindi, dovrebbe servire da volano per aiutare la ripresa dei consumi che, seppur tiepidamente, sta interessando il nostro paese. Oltre agli stranieri danarosi, quindi, si pensa all’esistenza di molti Italiani con tonnellate di cash a disposizione sotto il materasso (in effetti il 20% della moneta circolante in Europa risiede in Italia!) e, pertanto, innalzare il limite potrebbe stimolare questi risparmiatori dell’anteguerra a lanciarsi in qualche acquisto un po’ più oneroso senza la seccatura del limite a € 1.000,00. Inoltre ci sarebbe più fluidità nelle transazioni tra imprenditori, commercianti o liberi professionisti per il pagamento di beni e servizi.

Ma quali sono i contro? Se Adiconsum boccia il provvedimento perché “rischia di favorire l’economia sommersa”, la CGIL rincara la dose con il Segretario generale Fisac, Agostino Megale, che sostiene: “E’ assolutamente necessario che il governo cambi la norma sull’utilizzo dei contanti. L’innalzamento dai mille ai tremila euro è nei fatti un vero e proprio regalo agli evasori fiscali quando, al contrario, sarebbe necessario ridurre la soglia a cinquecento euro per contrastare efficacemente l’evasione. La semplice diffusione della moneta elettronica, con una adeguata educazione finanziaria – aggiunge Megale – si stima potrebbe portare nelle casse dello stato tra i 15 e i 20 miliardi di euro in più di maggiori entrate“.

In effetti, dobbiamo sempre contestualizzare la norma con il paese che la emana. L’Italia è nota per avere un’enorme economia sommersa, un’evasione fiscale paurosa, oltre ad un’infiltrazione criminale capillare in ogni settore dell’economia. I problemi quindi, sembrano molteplici (evasione fiscale e riciclaggio / attività corruttive), e sono uno più grave dell’altro.

Per il primo -evasione fiscale-, sussistono ulteriori misure previste dalla Legge di Stabilità che tendono a favorire il fenomeno. E’, infatti, stato cancellato l’obbligo di tracciabilità del pagamento dei canoni di affitto, nonché quello imposto ai soggetti della filiera dei trasporti per il pagamento del corrispettivo per le prestazioni, rese in adempimento di un contratto di trasporto di merci su strada. Sui canoni di affitto se ne sono dette di ogni; in ogni caso il nero, in quel settore, è certamente destinato a crescere anche per contrastare (dal punto di vista dei proprietari) le tutele sbilanciate a favore dei locatari.

“Fluidificare l’economia con l’innalzamento del limite”, perifrasi utilizzata da Renzi per giustificare il provvedimento, dunque, potrebbe essere parafrasato come “l’Italia ha disperato bisogno di nero e di evasione fiscale per non morire”.

Il secondo punto, invero, è ben più pericoloso. Tutte le attività illecite, infatti, sguazzano dove i controlli non ci sono o sono affievoliti. Pertanto, il vero rischio è che chi vive nell’ombra possa impiegare meno tempo per riciclare denaro proveniente da attività illecite, ovvero impiegare con più semplicità denaro non tracciato per promuovere attività corruttive.