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Ferrari: titolo quotato a Piazza Affari

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Dopo aver esordito a Wall Street per la Ferrari è arrivato il turno di Piazza Affari. Oggi 4 gennaio 2016 infatti, il titolo Ferrari entra a far parte del mercato azionario principale di Borsa Italiana e farà parte dell’indice FTSE MIB.

Per l’occasione presente anche il Premier Matteo Renzi che ha fatto il suo augurio dichiarando, come riportato dal Corriere della Sera: “Finalmente l’Italia c’è. Non dobbiamo più avere paura dei mercati, se ci mettiamo in pista siamo i più bravi del mondo”.

Raffaele Jerusalmi, amministratore delegato di Borsa Italiana, come riportato dall’Agenzia Ansa, ha presentato l’ingresso di Ferrari a Milano con queste parole: “È con emozione e orgoglio che diamo il benvenuto oggi in Borsa Italiana a Ferrari, vera icona del lusso made in Italy e spesso considerato il brand globale più noto a livello mondiale. La scelta di Ferrari di quotarsi anche a Milano conferma il ruolo centrale di Borsa Italiana, sempre più riconosciuta a livello internazionale come piazza di riferimento per la valorizzazione di titoli espressione del lusso e dell’italianità”.

Con questo ultimo atto si completa il processo di separazione di Ferrari da FCA, acronimo di Fiat Chrysler Automobiles. I due listini permetteranno così la negoziazione delle azioni ordinarie sia sul mercato italiano che su quello americano. Infatti, se oggi è il primo giorno di Ferrari in Borsa Italiana, lo è anche per FCA senza la Rossa. Le due quotazioni hanno avuto un andamento altalenante.
Il titolo della casa di Maranello, era partito con un valore di 43 euro ma poi, dopo essere scivolato sotto quota 42 è stato sospeso, per essere successivamente riammesso a 42,79. Successivamente ha toccato un minimo di 41,5 euro, per poi risalire al di sopra del prezzo di apertura di 43 euro e portarsi prima a 43,23 e per poi risalire, per via della chiusura della Borsa di New York, ai 44 euro per azione e valorizzando l’intera società 8,17 miliardi di euro.

Le FCA subito dopo l’apertura avevano una quotazione di circa 8,73 euro; sono poi salite ad un picco massimo di 8,89 euro per poi però ridiscendere a 8,48, per una capitalizzazione di circa 10,9 miliardi di euro, contro i 16,6 miliardi di euro dell’ultima seduta dello scorso anno quando, però comprendeva ancora l’80% di Ferrari il cui valore, alle quotazioni attuali, è pari a 6,5 miliardi.

Sergio Marchionne ha spiegato, come riportato sul Corriere della Sera, le sensazioni di questo importante giorno: “Siamo sul mercato da pochi minuti e quindi giudicare l’effetto della scissione è prematuro. E lo sarà anche a fine seduta. Ci vorrà del tempo per capire, occorre tempo per l’assestamento: quello di oggi è sicuramente un giorno strano” . Su Ansa invece vengono riportate le seguenti dichiarazioni in riferimento al marchio e alla produzione della Rossa: “Non è pensabile una Ferrari creata e prodotta fuori dalle storiche mura dalla fabbrica di Maranello. Ferrari esprime la sua italianità in ogni dettaglio: dalla capacità creativa, che genera continua innovazione tecnologica, fino al design, in grado di realizzare modelli eleganti ma anche estremamente funzionali“.

Durante la presentazione erano presenti anche John Elkann, presidente di FCA e Piero Ferrari. Il primo si è mostrato soddisfatto dichiarando secondo fonti Ansa: “Fca ha un grande futuro davanti anche senza Ferrari, avrà un perimetro molto più chiaro e più focalizzato. Fca è il settimo costruttore automobilistico, ha un piano avviato. Vedo un 2016 pieno di belle soddisfazioni”. Mentre Piero Ferrari, figlio di Enzo Ferrari e proprietario del 10% della casa automobilistica di Maranello ha dichiarato, secondo quanto riportato da AdnKronos: “Sul futuro sono molto ottimista, le cose andranno bene, credo che Ferrari continuerà a svilupparsi come ha sempre fatto. L’importante è investire sull’innovazione e andare avanti:mio padre era un innovatore e anche questa oggi è la mission della famiglia“.