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Dati Istat 2024: il potere d’acquisto delle famiglie cresce 

I recenti dati ISTAT relativi al secondo trimestre 2024 hanno rilevato rispetto al primo trimestre dell’anno:

  • la crescita del potere d’acquisto delle famiglie pari al 3,3 per cento;
  • il lieve aumento, 0,2 per cento, dei prezzi al consumo;
  • prosegue anche la ripresa della propensione al risparmio delle famiglie, del 2,6 per cento;
  • l’aumento della pressione fiscale pari allo 0,8 per cento.

Con questi dati, il risultato è che le famiglie hanno visto lievitare del 3,5 per cento il loro reddito disponibile con una crescita dello 0,5 per cento dei loro consumi.

potere di acquisto

Il commento del Codacons sulla crescita del potere d’acquisto delle famiglie nei primi mesi del 2024

Il commento del Codacons sui dati ISTAT migliorati rispetto ai primi tre mesi del 2024 si può riassumere nella soddisfazione per:

  • il miglioramento delle condizioni economiche generali delle famiglie;
  • la frenata di prezzi e dell’inflazione sono positivi per il comportamento verso la propensione alla spesa delle stesse;
  • fare attenzione ai rincari annunciati come ad esempio quelli relativi al settore della ristorazione e del turismo.

Invece, l’Unione Nazionale Consumatori è soddisfatta per i dati favorevoli sull’economia ma la propensione al risparmio degli italiani, aveva toccato il suo minimo storico nell’ultimo trimestre del 2022, fa capire che preferiscono tenersi i soldi piuttosto che spenderli nonostante la tenuta del livello generale dei prezzi.

Cosa è il potere di acquisto?

Il potere di acquisto si riferisce alla capacità di acquistare una quantità di beni e servizi con una determinata quantità di denaro.

Questo concetto è strettamente legato al livello di inflazione e al costo della vita, poiché entrambi influenzano quanto possiamo acquistare con la nostra moneta.

In pratica, quando esso diminuisce, significa che con la stessa quantità di moneta possiamo comprare un paniere di beni o servizi inferiore rispetto al passato. Al contrario, se aumenta, possiamo ottenere più beni e servizi nel paniere con la stessa quantità di soldi.

Questo concetto è fondamentale per capire l’economia di un paese e come i cambiamenti nel livello dei prezzi influenzano il benessere dei suoi cittadini.

potere d'acquisto italia

Qual è il rapporto tra potere d’acquisto e inflazione?

Il potere di acquisto si riferisce alla quantità di beni o servizi che è possibile acquistare con una determinata quantità di denaro. In altre parole, misura la capacità di acquisto di un individuo o di una società.

Da un lato, l’inflazione rappresenta l’aumento generale dei prezzi dei beni e dei servizi, che porta a una diminuzione del valore della valuta nazionale. 

Questo significa che con la stessa quantità di soldi, è possibile acquistare meno beni di prima. Tuttavia, un moderato tasso d’inflazione può essere considerato positivo in quanto stimola la crescita economica.

Infatti, il potere di acquisto del denaro diminuisce in presenza di inflazione elevata, con il conseguente aumento dei prezzi, mentre un’inflazione bassa o addirittura la deflazione può favorirne l’aumento.

Come si calcola il potere d’acquisto?

Il potere d’acquisto della moneta si calcola confrontando il prezzo dei beni e dei servizi in diverse aree geografiche o periodi di tempo. Per esempio, se si desidera confrontare questo valore per due paesi diversi, è possibile utilizzare il tasso di cambio per convertire i prezzi in una valuta comune e poi confrontarli.

Un altro metodo per effettuare la sua misurazione è utilizzare l’indice armonizzato dei prezzi al consumo, IPCA, che tiene conto del costo di una quantità standard di beni e dei servizi tra i 27 Paesi membri dell’UE e l’inflazione dei singoli Paesi influenza quella degli altri.

Questo valore che nel secondo trimestre del 2024 è cresciuto rispetto al trimestre precedente in 3,3 punti percentuali e la ripresa della propensione al risparmio delle famiglie come indica l’ISTAT fa ben sperare per la salute delle tasche degli italiani. 

La speranza è che anche nell’immediato futuro la dinamica dei prezzi delle materie prime, dei beni alimentari, dei servizi di trasporto non porti a nuovi aumenti che favorirebbero ancora la non propensione alla spesa ed ai consumi delle famiglie.