Vai al contenuto

Rinviata a luglio 2025 la sugar tax sulle bevande zuccherate

La sugar tax ed il suo rinvio sta facendo discutere negli ultimi giorni la politica italiana e non solo. Infatti, la tassa per le bevande analcoliche zuccherata che doveva essere applicata in forma ridotta da luglio 2024 è stata posticipata al 2025 ed assieme alla plastic tax, rinviata al luglio 2026 era un occasione per il Governo di fare cassa.

Questa tassa sulle bevande zuccherate ha portato ad una spaccatura nella maggioranza per lo strappo di Forza Italia in Aula, ma già oggi Antonio Tajani parla di coerenza del Governo Meloni sulle decisioni sul decreto Superbonus e propri per l’entrata in vigore posticipata della sugar tax.

Stesso discorso vale per il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti che vedeva in questa tassa l’opportunità di prendere risorse utili per il bilancio dello Stato dopo lo slittamento dell’ emendamento che voleva introdurre l’ imposta.

Vediamo insieme cos’è la sugar tax e se lo slittamento della sua entrata in vigore è una cosa positiva o meno di una misura che rappresenta uno dei provvedimenti più discussi dell’ultimo periodo.

tassa sulle bevande zuccherate

Come funziona la sugar tax rinviata a luglio 2025

La sugar tax è una tassa contenuta all’interno della Legge di Bilancio 2020 approvata dal Governo Conte e che ha subìto diversi rinvii, compreso l’ultimo di questi giorni e che prevedeva la sua applicazione da luglio di quest’anno ma che ha trovato il parere positivo della Commissione Finanze del Senato per il rinvio al 2025 ed l’approvazione in Aula del Governo al decreto superbonus.

Infatti, l’entrata in vigore della tassa sulle bevande analcoliche edulcorate e sul consumo di bibite gassate e succhi di frutta con previa diluizione di sostanze dolcificate aveva come obiettivo quello di limitare il consumo di questi prodotti.

Questa imposta dovrebbe ammontare a cinque euro per ettolitro per i prodotti finiti e 10 euro per ettolitro dal 2026, pagati da chi vende le bibite ai consumatori, i fabbricanti e dall’importatore per quelle che arrivano da fuori Unione Europea, mentre i prodotti destinati a diluizione, la tassa è stata ridotta da 0,25 euro a 0,13 euro per chilo.

La misura era giustificata dai dati rilevati in quei paesi in cui la questa tassa è stata introdotta e che ha visto in un anno la riduzione di 5.200 casi di obesità grazie alla riduzione dei consumi di questo tipo di bevande.

tassa sulle bibite zuccherate

I vantaggi e gli svantaggi di posticipare la sugar tax al 2025

Il primo vantaggio di questa imposta è quello di contrastare il rischio di obesità e diabete e delle altre problematiche legate al consumo eccessivo delle classiche bibite gassate con dolcificanti aggiunti.

L’imposta sul consumo di bevande di questo tipo sarebbe un passo in avanti sotto il punto di vista dalla salute ma per chi fa medicina e ricerca non basta per contrastare le patologie appena citate come i casi di obesità in meno ogni anno.

Dal punto di vista economico, la misura approvata nella Legge di Bilancio 2020 dal Governo Conte 2, oltre ad andare verso scelte più salutari, era un modo per rimpolpare il Bilancio dello Stato e trovare nuove risorse per finanziare altri provvedimenti.

Assobibe, l’Associazione che rappresenta in Italia i produttori di queste bibite ha parlato di una possibile contrazione delle vendite del 16 per cento con conseguenze negative su investimenti e più di 5mila posti di lavoro a rischio nel settore se l’imposta entrasse in vigore.