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Guerra commerciale: dazi USA ed effetti sul mercato globale

I dazi USA voluti dal neoeletto presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump rischiano di danneggiare le economie di Italia ed Europa, in seguito agli effetti che esse possono in vere in base alle caratteristiche dei mercati e delle esportazioni che in questi ultimi anni sono state fatte con il Paese a stelle e strisce.

Infatti, gli annunciati dazi americani al 25 per cento per i Paesi dell’Unione Europea in vigore a partire dal prossimo due aprile sono una strategia che vede l’Italia tra le nazioni europee più colpite, grazie al valore pari a 65 miliardi di euro nel 2024 delle sue esportazioni verso gli USA e quantificate nel 22 per cento del loro totale se si considerano quelle verso i Paesi al di fuori della CE.

Per l’Italia, i dazi di Trump potrebbero costare un importo molto salato, calcolata in una cifra che oscilla tra i quattro ed i sette miliardi di euro ed i settori più colpiti saranno quelli delle bevande, le automobile, gli yacht, le moto ed i farmaci e sono dovuti dalla volontà di voler diminuire i costi applicati sui prodotti americani come l’IVA, le regolamentazioni e le tasse sul digitale.

Invece, tra i prodotti italiani più penalizzati ci saranno il nostro vino, in particolare il prosecco, le borse, le scarpe ed in generale la moda di lusso riconoscibile con i marchi del Made in Italy, i macchinari e gli impianti industriali, sfavorendo le PMI che non possono pagare i dazi doganali USA e difficilmente possono trasferire la loro produzione negli Stati Uniti per non affrontare i loro costi, creando anche un danno sensibile all’occupazione in Europa.

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Cosa sono i dazi doganali

I dazi doganali sono imposte applicate sulle merci importate o esportate da un Paese. Servono principalmente a proteggere l’economia nazionale, regolando il commercio internazionale e generando entrate per lo Stato. Esistono diversi tipi di dazi: ad valorem, calcolati in percentuale sul valore della merce, e specifici, basati su una tariffa fissa per unità di misura (ad esempio, peso o volume).

L’obiettivo principale dei dazi è scoraggiare l’importazione di prodotti stranieri per favorire la produzione interna. Tuttavia, possono anche essere usati come strumento di politica commerciale, ad esempio in risposta a pratiche di concorrenza sleale o per riequilibrare la bilancia commerciale.

La loro applicazione può variare significativamente da un paese all’altro e dipende da accordi commerciali, politiche economiche e relazioni diplomatiche e, nel caso dei recenti dazi USA di Trump, possono servire per colpire alcuni Paesi per favorire la propria economia ed i propri prodotti.

Questi dazi, se aumentati per i prodotti importati dall’estero, possono comportare un’aumento dei loro prezzi sul mercato, riducendone la loro competitività e sfavorendo le imprese che non hanno la produzione sul territorio locale.

I danni all’economia dei dazi

I dazi doganali, sebbene progettati per proteggere l’economia nazionale, possono avere effetti negativi sul commercio e sulla crescita economica. Uno dei principali svantaggi è l’aumento dei prezzi per i consumatori: quando un paese impone dazi sulle importazioni, le aziende spesso trasferiscono questi costi ai clienti, riducendo il loro potere d’acquisto.

Infatti, le aziende che dipendono dalle importazioni per le loro materie prime possono subire un aumento dei costi, il che potrebbe portare a una riduzione della produzione e, in ultima analisi, a perdite di posti di lavoro.

Inoltre, i dazi possono scatenare ritorsioni da parte di altri Paesi, portando a guerre commerciali che danneggiano sia le esportazioni che le importazioni. Questo può ridurre la competitività delle imprese nazionali sui mercati esteri e limitare l’accesso a materie prime o tecnologie essenziali.

Un altro impatto negativo è la riduzione dell’efficienza economica: proteggendo artificialmente alcune industrie, i dazi possono rallentare l’innovazione e la modernizzazione. Infine, le restrizioni al commercio globale possono frenare la crescita economica complessiva, diminuendo investimenti, occupazione e opportunità di sviluppo per le imprese.

Come affrontare i dazi USA

In questo momento, Italia ed Europa stanno affrontando una fase di rallentamento economico a causa delle spese da pagare e dovute alle regole del Green Deal europeo per la sostenibilità ambientale della riproduzione che, assieme ai dazi USA aumentati, rischia di far perdere all’UE una grossa fetta di mercato.

Per questi motivi, serve che l’Unione Europea apporti dei cambiamenti riguardo la gestione dei propri scambi al livello mondiale per ridare competitività al vecchio continente sul piano commerciale, invertendo la tendenza che coinvolge anche l’Italia relativamente al calo di produzione industriale.

Trovare nuovi destinatari delle esportazioni europee può essere un modo per rispondere efficacemente all’aumento delle tariffe doganali di Trump, magari con un accordo tra UE e Mercosur, rivolgendosi ai Paesi del Sudamerica, oltre ad intensificare le relazioni con gli Stati di Asia ed Africa.

Inoltre, i dazi americani potrebbero creare dei problemi ad alcuni prodotti cinesi che si sposterebbero sul mercato europeo in settori come quelli dell’elettronica, del tessile e dei componenti industriali, entrando in competizione con quelli comunitari, comportando la necessità di una loro difesa a livello commerciale.

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Dazi USA Europa: le conseguenze

La guerra commerciale con l’innalzamento dei dazi doganali USA anche verso i Paesi UE è in divenire, in attesa di conoscere quali saranno i settori ed i prodotti colpiti, e si è assistito al crollo delle Borse europee nel martedì nero dello scorso 4 marzo.

I danni potenziali dovuto all’aumento dei prezzi dei prodotti esportati comporterebbero beni invenduti, rimanendo giacenti nei magazzini, con il conseguente danno su produzione, occupazione e ricollocamento in altri mercati di queste merci. 

Settori come quelli dei cibi e delle bevande, automotive e farmaceutico, macchinari ed impianti, moda, mobili, legno, metalli, gioielleria e occhialeria rischiano di avere dei danni economici importanti non solo nel 2025, ma anche nei prossimi anni. 

Inoltre, rischiano di abbattersi sui mercati europei anche i prodotti di quei Paesi extra UE colpiti dai dazi USA che faranno concorrenza ai settori comunitari, incidendo sulla produzione, sulla loro vendita e generando minori incassi.

Gli altri effetti dell’aumento dei dazi USA

I dazi americani non colpiscono solo l’Europa e l’Italia, ma anche i prodotti di Canada, Cina e Messico, incidendo non solo sulle loro economie. Infatti, queste tariffe doganali non sono state introdotte solo per questioni geopolitiche ma anche per finanziare la produzione energetica da aumentare anche grazie alla riduzione delle spese federali.

Però, i dazi USA rischiano di colpire anche i cittadini statunitensi, con l’aumento dei prezzi di prodotti alimentari freschi al supermercato, in particolare quelli di frutta e verdura come i pomodori, l’avocado e le fragole, ma anche della birra di importazione.

In tema supermercato ed alimentare, i costi per le famiglie americane potrebbero essere più alti per il vino, l’olio d’oliva, i formaggi dop, l’ortofrutta, il pomodoro trasformato e la pasta proveniente dall’Italia.

Inoltre, riguardo ai prodotti provenienti dal Canada, potrebbero aumentare i costi per acquistare cereali, carne e sciroppo d’acero, della benzina, dell’elettronica e del legname, oltre a quelli delle automobili importate non solo da questo Paese ma anche dal Messico.

Il futuro dei dazi doganali

Il futuro dei dazi doganali prevede le risposte da parte dei Paesi colpita dalle tariffe americane, ad esempio la Cina è pronta a rispondere con una tassa del 15 per cento su pollo, grano, mais e cotone statunitensi, e del 10 per cento su sorgo, soia, maiale, manzo, frutti di mare, frutta, verdura e latticini.

La guerra commerciale USA potrebbe rispondere colpendo le importazioni di acciaio ed alluminio provenienti dall’Europa, di gas e petrolio canadese ed in generale le loro risorse energetiche, lasciando fuori da tutto questo il Regno Unito.

L’obiettivo di Trump è quello di equilibrare i dazi reciproci tra UE, Cina, Brasile, India, Messico e Canada, Corea del Sud, in modo quelli che vengono considerati dal presidente americano come un vantaggio economico che deve terminare, cercando di far spostare le produzioni nel suo Paese.

In particolare, i dazi doganali USA servono per combattere l’espansione industriale cinese in settori strategici per gli Stati Uniti, ma questa strategia di aumento delle tariffe doganali rischia di danneggiare anche la stessa produzione stelle e strisce in seguito ai maggiori costi che i partner commerciali stranieri devono sostenere per fornire le materie prime alle imprese americane.